
Le forze armate turche hanno annunciato di aver dato il via, ieri sera, a un'offensiva
di terra nel nord dell'Iraq contro le basi dei guerriglieri curdi del Pkk, che
da lì partono per le loro incursioni in territorio turco. All'operazione partecipano
10.000 uomini, sostenuti dall'aeronautica. Secondo Ankara, l'operazione sarà limitata
nel tempo e i militari rientreranno in Turchia "al più presto, dopo che gli obiettivi
saranno stati raggiunti".
Già ieri le montagne del Kurdistan iracheno, ora ricoperte dalla neve, erano
state bombardate dai turchi. In serata fonti curde irachene avevano accusato i
soldati di Ankara di aver ingaggiato scontri a fuoco con le milizie peshmerga,
che rispondono al governo regionale curdo. Secondo l'inviato di al-Jazeera ad
Arbil, i dirigenti del Pkk si aspettavano questa offensiva di terra per l'intensificarsi
dei bombardamenti avvenuti nei giorni scorsi contro le loro basi, e per questo
ieri sera sono stati distrutti quattro ponti importanti lungo il confine tra i
due paesi asiatici.
Il Parlamento turco aveva dato all'esercito l'autorizzazione a compiere operazioni
nel nord dell'Iraq lo scorso ottobre. Ma quella iniziata ieri è la prima offensiva
di terra dopo diversi bombardamenti effettuati negli ultimi mesi, che secondo
Ankara hanno causato centinaia di morti tra i guerriglieri.