22/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Un pub di Colchester ha lanciato la birra "Ogni uomo, un imperatore" per sollevare il morale delle truppe in partenza per Kabul
di Gianluca Ursini
 
“Senta, queste domande sull'imperialismo le faccia agli afgani, anzi, faccia una cosa: da bravo giornalista, vada lei in Afghanistan a fare queste domande... All the Best , mate!”( i migliori auguri, compare! in inglese, ndr).
Jeff Wright, il publican, (gestore di pub) del 'Fox and Fiddler' di Colchester nell'Essex, deve avere un alto spirito patriottico, a giudicare dalle poche battute scambiate per telefono, prima che attaccasse in faccia al cronista senza troppi riguardi. E' stata sua la decisione di battezzare una nuova birra per i parà del reggimento èlite Parachute Regiment, di stanza poco distante dalla sua public house (Casa pubblica, questo il significato originario del termine, accorciato in Pub). Questo reggimento di paracadutisti, negli ultimi quattro anni, è stato quasi sempre destinato ad aggregarsi alla missione Isaf in Afghanistan, con compiti di battaglia sul campo nel sud afgano (Helmand, Kandahar tra le altre provincie battute da questi paratroopers, i migliori del Regno Unito).
 
il 'Fox and Fiddler' a ColchesterPoco opportuno Il nome scelto da Jeff Wright, “Every man an Emperor”, ha suscitato grande entusiasmo tra la truppa. “Great idea, Grande idea”, ha detto il maggiore del reggimento Paul Blair, è un segno della integrazione della nostra truppa sul territorio”. Il nome, “Ogni nostro uomo, un Imperatore”, deriva da un incitamento ai Parà lanciato nel 1944 da Lord Montgomery, prima di cominciare la campagna di Francia; da allora è diventato il motto ufficioso del reggimento. Un motto sul quale la stampa inglese, dal 'Guardian' all'Independent, ha avuto parecchio da ridire, vista la ripulsa manifestata in questi anni dalla popolazione afgana a nuove mire imperialiste da parte di Londra su di un territorio che un secolo fa era diventato un obiettivo ambito per le truppe inglesi di stanza nel subcontinente indiano. E vista la sorte toccata alle bandiere inglesi (regolarmente bruciate) quando in agosto gli afgani festeggiano la loro maggiore vittoria sul campo contro truppe straniere, (nel 1919 contro le truppe di Sua Maestà, appunto). Quell'evento viene glorificato dagli afgani come una loro specie di festa dell'indipendenza.
 
il publican intrattiene alcuni clienti al Fox and FiddlerAll Wright! “Ho fatto solo la mia parte per mettere i ragazzi sulla strada giusta verso l'Afghanistan, dove verranno spediti in aprile”, aveva dichiarato Wright, in un comunicato ufficiale della Difesa . Ma al telefono con PeaceReporter non è stato altrettanto socievole: “No, la birra verrà venduta solo nel nostro pub”. “No, non potete farvela spedire e berla in Italia”. “Senta, io di cosa bevano gli afgani non ne so nulla,, dice che sono contrari all'uso dell'alcool? Bè, dal mio punto di vista, può immaginare quanto mi dispiaccia per loro!”. “Termini imperialisti? Senta, i nostri ragazzi vanno lì a rischiare la vita in mezzo ai talebani, non parli a me di problemi o attitudini imperialiste: vada lei dagli afgani a chiedere che ne pensano della mia birra “Ogni nostro uomo, un imperatore”. Salute – clic!” Il Publican nel comunicato ci teneva a precisare che delle 4 sterline (6 e.) di costo della pinta di aleEvery man an emperor” (la ale è la bionda meno corposa, cara agli inglesi, meno amara e ricca di luppolo delle 'Lager', o 'Pilsener', per le quali sono famosi tedeschi e cechi, ndr), 30 pence andranno ad una organizzazione umanitaria che aiuta le famiglie dei Parà che non tornano. Di aiuti alle famiglie dei quasi 1500 civili afgani che sono rimasti sotto le bombe delle missioni Isaf a guida Nato e della missione Usa “Enduring Freedom”, Jeff Wright non faceva menzione. E non ci ha dato nemmeno il tempo per una domanda così impertinente, rispetto allo “spirito” che lui voleva infondere ai “nostri ragazzi che stanno partendo per l'Afhanistan” (sono 7.700 i soldati inglesi di stanza adesso in quel Paese). Qualcuno vuole scommettere, in perfetto stile da pub inglese, su quale sarebbe stata la risposta del nostro publican a una domanda sui morti civili afgani? Il ministero della Difesa di Londra si è affrettato a precisare: “Sbaglierebbe chiunque ci veda un disegno imperialistico, dietro una singola iniziativa privata”. “Di sicuro, non farà molto piacere da queste parti quel nome”, ha commentato all'agenzia Afp un funzionario dell'ambasciata di Sua Maestà a Kabul.

Gianluca Ursini

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