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I fatti. Haiti sta lentamente rinascendo, infatti, su questo non ci sono molti dubbi.
I lavori per la ricostruzione di un paese sull'orlo del collasso sono iniziati
da tempo e sembrano procedere spediti. Strade e infrastrutture varie prendono
corpo e la vita degli haitiani ne trae beneficio. Ma non è iniziato tutto adesso.
Una decina di anni fa, infatti, il Kredfanm, fondo di credito che aiuta le donne
che lavorano nell'agricoltura in Haiti, ha varato una serie di progetti di microcredito
che oggi hanno dato i loro risultati positivi. A darne conferma è l'Istituto Interamericano di Cooperazione per l'Agricoltura (Iica) con un libro pubblicato in diverse lingue, reperibile facilmente nelle pagine
web dell'Istituto.
Nuovi obiettivi. La strada per arrivare a una piena emancipazione del Paese è ancora lunga e tortuosa.
Molto si sta già facendo e la presenza della missione Onu, la Minustah, dopo un
periodo di forte incomprensione con la popolazione locale, ha dimostrato tutta
la sua efficacia, soprattutto per quanto riguarda l'ordine pubblico. Ma ancora
molto c'è da fare, come ricorda Alfredo Mena, responsabile del progetto in Haiti,
che ha fatto sapere che documentare i risultati positivi ottenuti dal progetto,
anche se a lungo termine, è un modo per promuovere il dialogo con altre istituzioni
interessate a soddisfare le necessità di finanziamento delle donne impiegate nel
settore agricolo di Haiti, ma anche di altri paesi poveri dell'area latinoamenricana.Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro Grandi, Haiti, pace, guerra, peacereporter