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I giudici ginevrini Avevano aperto un dossier sulla coppia di politici pachistani dieci anni or
sono, dietro una denuncia sporta da autorità pachistane: Zardari avrebbe preso
mazzette da alcune autorità doganali svizzere per introdurre nel Paese quantità
illecite di valuta, depositata poi nei tanti conti svizzeri intestati a Bhutto.
Le accuse contro Benazir Bhutto erano comunque state archiviate dai giudici dopo
l'omicidio della leader pachistana il passato 27 dicembre. Zardari è diventato
coreggente del partito insieme col primogenito Bilawal dopo l'assassinio della
moglie, ed ha stravinto due giorni fale elezioni, conquistando 87 seggi su 272
e scalzando dalla maggioranza relativa la Lega musulmana del dittatore Musharraf.
Bomba anti Zardari Il capo dell'equipe di avvocati, Dominique Henchoz, ha detto come “il dossier
è una bomba contro Zardari: il suo nome ricorre in ognuna delle 50 pagine del
memoriale d'accusa, come il referente e firmatario sia dei conti che delle società
estere di comodo, presso le quali la coppia aveva dirottato 60 milioni di franchi,
ora congelati nelle banche ginevrine”. La giudice capo delle indagini preliminari,
Valèrie Lemmel Julliard, si è impegnata a decidere entro una settimana se rinviare
a giudizio il vedovo Bhutto, o chiedere un supplemento d'indagini. Secondo Jacques
Python, il decano degli avvocati d'accusa “le accuse contro Zardari sono sostanziose
e ben documentate, ma abbiamo fretta d 'andare a giudizio: per gran parte delle
accuse interverrà prescrizione al giugno 2009”. saverio Lembo, legale ginevrino
che difende Zardari ha detto ai media che si dovrebbe attendere una amnistia in
discussione presso l'ufficio di Musharraf a Islamabad. “Il caso in Pakistan si
trascina da 10 anni senza una sentenza, stiamo parlando del nulla. E' soltanto
un processo politico”, ha detto il legale d'origini italiane. Daniel Zappelli,
a capo della Procura ginevrina, si è detto d'accordo nell'aspettare “le decisioni
della suprema corte pachistana: dobbiamo capire se lo stato del Pakistan si considera
parte offesa o meno”. Un altro caso era stato istruito contro la coppia Bhutto-Zardari
dalla procura di Ginevra nel 2003, per il riciclaggio di tangenti dal valore di
13 milioni di dollari. Ma in appello era arrivata l'assoluzione e il caso era
stato chiuso lo scorso ottobre. Così come adesso, in caso di amnistia, la Procura
avrebbe difficoltà ad istruire questo processo. In definitiva, il futuro politico
di Zardari è nelle mani del dittatore Musharraf, che ha potere di concedere amnistia.Gianluca Ursini
Parole chiave: Gianluca Ursini, Zardari, Bhutto, Musharraf, Ppp, Lembo, procura Ginevra