20/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Alcune organizzazioni civili del Guatemala hanno consegnato alla rappresentante delle Nazioni Unite per la difesa dei diritti umani, Hina Jilani, in visita nel Paese, un rapporto nel quale denunciano la drammatica situazione dei diritti umani.

Secondo le organizzazioni, dalla precedente visita della Jilani, nel 2002, 50 attivisti sono stati uccisi e tre sono scomparsi. Nel rapporto le organizzazioni denunciano l'aumento degli omicidi, nel 2002 si contavano 9 morti al giorno, adesso sono ben 17, e della criminalizzazione dei gruppi di difesa dei diritti dei popoli indigeni, della terra e dell'ambiente. Lo dimostra il fatto, spiega il rapporto, che ben 45 processi sono stati aperti contro gli attivisti: le accuse che devono sostenere sono "terrorismo, usurpazione aggravata, furto aggravato, lesioni gravi o attività contro la sicurezza della nazione". Secondo il documento, inoltre, il governo starebbe attuando una politica rivolta alla negazione dei diritti sindacali basilari: diritto di sciopero, libertà sindacali e di negoziazione collettiva. Gli organismi sociali hanno denunciato anche i "costanti sgomberi forzati" delle zone rurali e "il processo di rimilitarizzazione delle campagne" avviato con la scusante di accordi multinazionali di sicurezza.
Parole chiave: guatemala, violenze, diritti umani
Categoria: Diritti
Luogo: Guatemala