Guatemala, prima la firma per la moratoria contro la pena di morte, poi un clamoroso retromarcia.
Scritto per noi da
Maurizio Campisi
Tolleranza zero verso la delinquenza: Álvaro Colom lo aveva annunciato durante
la campagna elettorale, ma pochi allora avevano pensato che il nuovo presidente
guatemalteco potesse spingere la sua promessa fino a ripristinare la pena di morte.
I fatti. L’annuncio è arrivato dopo il via libera ottenuto dal Congresso, che ha delegato
a larghissima maggioranza (140 voti su 158) i poteri di decisione inerenti la
grazia proprio al Presidente della repubblica. Colom ha subito dichiarato di voler
rendere effettiva la pena di morte, ristabilita sotto la presidenza di Arzú e
poi di fatto inutilizzata dal 2000. Gli stessi 42 prigionieri del braccio della
morte del carcere di Pavón hanno lavorato nei giorni scorsi per ristrutturare
il loro funesto padiglione, mentre Colom ha fatto sapere che chiedere la grazia
sarà tempo perso, poichè non ne concederà alcuna. Le esecuzioni saranno effettuate
per mezzo di un’iniezione letale. Le ultime esecuzioni in Guatemala risalgono
al 2000, quando vennero giustiziati Luis Amilcar Cetín e Tomás Cerrate, autori
del rapimento e uccisione di Isabel Bonifaci de Botrán, ereditiera della dinastia
della distilleria Botrán.
Prima la firma, poi...La notizia ha stupito tutti, dal momento che il Guatemala due mesi fa aveva posto
la propria firma sulla moratoria voluta dall’Onu sulla pena di morte. Colom, inoltre,
aveva promesso un governo socialdemocratico sul tipo di quelli europei, con una
particolare attenzione ai temi sociali. Per inquadrare il Guatemala sulla via
dello sviluppo, Colom ha però centrato i primi cento giorni della sua presidenza
nello sfidare la criminalità, che ha fatto del paese centroamericano una delle
regioni più pericolose del mondo, con quasi 50 omicidi ogni centomila abitanti.
Le parole di Colom sono state subito prese come una dichiarazione di guerra da
parte delle bande di pandilleros, che hanno scatenato un’offensiva senza quartiere, sfociata in una serie di
omicidi indiscriminati. A essere presi di mira sono stati gli autobus ed i loro
passeggeri: in una settimana sono stati uccisi sette autisti di bus (undici in
tutto il mese di febbraio) per rapine di poco conto. Per contrastare l’offensiva
della criminalità il governo ha messo in atto il Plan Cuadrante, un’operazione
di polizia che ha schierato nelle strade 2800 poliziotti e tremila soldati, dislocati
non solo nei punti nevralgici della capitale, ma anche sui bus e nelle periferie,
per permettere il regolare funzionamento del trasporto urbano e la sicurezza dei
cittadini. Lo stesso piano verrà disposto nei prossimi giorni anche nella città
turistica di Antigua.
La discussione è aperta. Le misure adottate da Colom fanno discutere, ma hanno trovato il favore della
maggioranza della popolazione, da tempo ostaggio di una violenza cieca. Le pandillas,
infatti, attaccano tutto e tutti, estorcendo denaro alle famiglie che vivono nei
sobborghi in cambio di protezione. Si tratta di un sistema mafioso che ha alterato
la maniera di vita nella società guatemalteca e che impedisce lo sviluppo di piani
di intervento da parte dello Stato, da tempo relegato a semplice osservatore di
una situazione che va degenerando di giorno in giorno.
I mareros uccidono chi non si piega a questa logica, assassinano gli autisti
di bus che si rifiutano di consegnare l’incasso giornaliero, costringono i bambini
a entrare nel circolo della banda per farne i futuri soldati che lotteranno contro
tutto quello che significa legalità.
Colom sulla pena di morte è stato chiaro: ”Chi è nel braccio della morte non
è un angelo. Ha commesso delitti atroci. Non ci sarà nessun indulto: io penso
agli orfani, alle vedove che questi individui hanno lasciato”.
Rimane da verificare se il presidente metterà in atto la promessa, attirandosi
la condanna degli organismi internazionali proprio nell’anno in cui si era voluto
porre uno stop alle esecuzioni. I sondaggi, però, parlano chiaro: l’80 percento
degli intervistati è d’accordo con Colom. È su queste basi che, per il momento,
il braccio della morte si rifà il look: i pavimenti sono stati messi a lucido
e le mura pitturate a nuovo. Stando così le cose, sarà solo questione di tempo
perchè venga indicato il primo ospite.