Ieri sera il probabile futuro premier pachistano Asif Ali Zardari, vedovo di
Benazir Bhutto e leader del vittorioso Partito Popolare Pachistano (Ppp), si è
recato in visita all’ambasciata degli Stati Uniti a Islamabad. Subito dopo, Zardari
ha convocato una conferenza stampa per annunciare che il nuovo governo è pronto
a rilanciare la campagna militare contro talebani e Al Qaeda nelle Aree Tribali
e per spiegare che non si tratta di combattere la ‘guerra al terrorismo’ per conto
degli Usa perché “questa – ha detto Zardari – è la guerra dei terroristi contro
il Pakistan e noi dobbiamo combatterla in quanto è la nostra guerra”.
Contro la guerra e il terrorismo. Ma i propositi bellicosi di un futuro governo Zardari si scontreranno con una
situazione politica completamente rivoluzionata dal voto nelle Aree Tribali (Fata)
e in tutta la Provincia della Frontiera di Nord-Ovest (Nwfp).
La popolazione pashtun di queste regioni, stremata da una guerra civile che in
quattro anni ha provocato centinaia di migliaia di sfollati e più di seimila morti,
tutti locali (2.400 civili, 2.500 combattenti tribali e 1.400 paramilitari governativi,
tribali anch’essi), ha infatti mandato a casa la Muttahida Majlis-i-Amal (Mma), la coalizione dei partiti integralisti islamici pachistani che dal 2002
governava la Nwfp, e quindi anche le Aree Tribali, mediando tra talebani e governo.
Una mediazione fallimentare che non ha fermato le operazioni militari e, al contempo,
ha avallato la talebanizzazione della regione.
Bandiere rosse, non più verdi. Li chiamano
Red Caps, berretti rossi, perché alle manifestazioni indossano i tipici cappellini pashtun
(solitamente bianchi) di questo colore, lo stesso colore delle bandiere del partito,
membro dell’Internazionale socialista. Parliamo dell’
Awami National Party (Anp): il partito laico e socialista pashtun che governava la regione prima
dell’Mma e che ora ha riconquistato la maggioranza all’Assemblea Provinciale della
Nwfp. Un successo elettorale frutto della frustrazione dei pashtun della regione,
stanchi di essere presi tra due fuochi: le bombe dell’esercito e quelle dei talebani.
“La nostra vittoria – ha dichiarato il leader dell’Anp, Asfandyar Wali Khan –
è un chiaro messaggio al Pakistan e a tutto il mondo: non tutti i pashtun sono
estremisti, fondamentalisti o terroristi”. E poi ha aggiunto: “Ora che abbiamo
nuovamente il governo della Provincia della Frontiera di Nord-Ovest, che intendiamo
ribattezzare ‘Pakhtunkhwa’ (Terra dei pashtun,
ndr), chiediamo la fine immediata delle operazioni militari”. Ma Zardari non ha
scelta: la guerra deve continuare. Poco importa se dall’altra parte, oltre alle
bandiere verdi si aggiungono le bandiere rosse.