20/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Memorial, associazione russa per i diritti umani. ma Dimitri, che ci lavora, vota per Putin. Dal nostro inviato, Luca Galassi
Mosca, dal nostro inviato
Luca Galassi 
 
Può accadere anche questo, in un Paese che si prepara a congedare il suo super-presidente Vladimir Putin: che anche un membro dell'associazione per la difesa dei diritti umani 'Memorial', conosciuta per le sue battaglie contro la mano autoritaria del potere e per le sue denunce sulle atrocità commesse dall'esercito in Cecenia, apprezzi Putin e la sua politica. Dimitri Shkapov, che lavora per l'organizzazione dal 1988, non nasconde di aver votato per Putin nelle due precedenti elezioni. Come non fa mistero della sua inclinazione per una forma di governo autoritaria, se questa può portare a stabilità, sicurezza e, non da ultimo, felicità.

Dimitri, foto Luca GalassiDimitri, perchè Putin è così amato nel suo Paese?
Non posso parlare a nome di tutti, ma credo sia perchè la gente si identifica con lui. I russi pensano che Putin non sia venuto dall'alto, ma che sia uno di noi. Ovviamente non è riuscito in tutto, ma si è sforzato e si sforza per fare il meglio. Putin non cerca il proprio interesse materiale; il suo obiettivo è portare il paese il più lontano possibile dall'abisso sul cui margine si è trovato alcuni anni fa. I problemi del nostro paese sono nati due decenni fa, quando Gorbaciov e Eltsin hanno tentato di agire su diversi piani, introducendo alcuni elementi come economia di mercato, democrazia occidentale, società civile e così via. Penso che nelle società come la nostra non sia possibile introdurre tali elementi. Noi abbiamo bisogno di ciò che io chiamo una 'modernizzazione autoritaria': prima bisogna creare condizioni economiche adeguate e solo dopo perseguire il cambiamento sociale. Putin sta facendo le cose giuste, ovvero sta imponendo un certo ordine. Il sistema pluripartitico ha fallito, Putin ha cercato di distruggere i vecchi partiti e crearne di nuovi. Non è ancora chiaro se riuscirà, ciò che è passato al vaglio della storia è che i partiti degli anni '90 non ci consentivano di avere una democrazia reale. Quando il tenore di vita sarà cresciuto e la gente non avvertirà più questo senso di disastro morale ed economico intorno, torneranno in se stessi, capiranno chi sono, verrà formata una classe media sul modello occidentale. Dopo di ciò la società civile potrà scegliere.

la Duma, foto Luca GalassiPutin lo ha ribadito nel suo ultimo discorso ufficiale da presidente: combattere la povertà e creare una classe media, la più ampia possibile. Non mi è chiaro, però, come possano discendere automaticamente da una modernizzazione economica una società civile e un sistema democratico liberale. Putin ha creato un mono-partito, non un sistema pluralistico. Quando non c'è una magistratura indipendente, un sistema di finanziamento ai partiti indipendente e dei media indipendenti, si può parlare di democrazia?
Putin è un uomo che ha preso seriamente le idee della perestrojka negli anni '90, e allo stesso tempo è un rappresentante del vecchio sistema. Questo è secondo me un vantaggio, perchè non si è staccato dal suolo. Abbiamo il 6 per cento di crescita economica annuale, c'è un consenso popolare molto vasto attorno all'idea di rinascita nazionale e di un nuovo sistema di valori morali.

In senso patriottico-nazionalista, col rischio di un pericoloso isolamento...
Non del tutto. Secondo me il Paese può andare avanti se riceve un impulso alla modernizzazione. Se al Paese viene fornita un'idea, il Paese si stringerà attorno a quest'idea. Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia: questi Paesi sono riusciti a costruire stati nazionali post-sovietici. La loro idea era rinnegare l'Unione Sovietica e il passato, il loro nazionalismo era filo-occidentale.

Negli ex-Paesi satellite dell'Urss esisteva già una società civile matura. Forse è per questo che sono riusciti ad emanciparsi dal vecchio sistema. Qui o non esiste o non sa esprimersi, o non ha i mezzi economici per farlo. Da qui la mia perplessità riguardo alla crescita di una società civile efficace, in grado di esprimere la propria opinione in modo democratico. Non ha tuttavia risposto alla precedente domanda: come può la modernizzazione portare automaticamente alla democrazia?
Bisogna avere tre cose per avere la democrazia: il tenore di vita deve crescere; il liberalismo non deve essere antagonista al nazionalismo, devono andare parallelamente; la modernizzazione della nostra vita deve correre di pari passo con una rinascita dei nostri valori nazionali. Putin ha intrapreso questa direzione timidamente, lentamente, facendo sbagli, certo, ma fino ad ora è stato un progresso. Io non vedo alternative.

la Piazza Rossa, foto Luca GalassiChe pensa del consenso assoluto, che in Italia chiamiamo 'voto bulgaro' nei confronti di Putin e di Russia Unita? Queste percentuali sono proprie di Paesi come la Bielorussia di Lukashenko, un luogo che non ha esattamente una tradizione democratica. Quale equilibrio e quale competizione tra forze politiche può nascere in un Paese, se la figura di un presidente o di un partito monopolizzano le istituzioni in modo così pervasivo?
Credo che sia inevitabile: i partiti degli anni '90 non sono stati in grado di sopravvivere. Sono fatti in un modo non 'riformabile', vanno buttati via, sono partiti totalitari. Putin vuole fare una rivoluzione dall'alto, riformare l'apparato amministrativo, che è un dinosauro in Russia. I partiti sono stupidi e inerti. L'altra variante è la rivoluzione arancione, le cui conseguenze sono imprevedibili. il rischio è troppo grande e mi fa paura. Spero che il potere sia abbastanza ragionevole da riuscire a trasformare i partiti, questi partiti 'bastardi', nati male, difettosi, in qualcosa di più creativo, più attraente, più intellettualmente valido. Io non sono ancora pronto a iscrivermi in uno di questi partiti.

Nemmeno in Russia Unita?
Nemmeno, non è un partito attraente. E' il partito degli arrivisti corrotti.

Non capisco dove sia la spinta positiva di Putin allora, se il suo partito è uguale a quelli degli anni '90.
Quello che non è stato possibile fare dal basso, forse si può fare dall'alto.

Mi sembra di notare una certa simpatia autoritaria nelle sue posizioni.
Sì, l'ho già detto. E' da 25 anni che la penso così. A me non importa molto se il modo di cambiare il sistema sia autoritario o democratico. La democrazia è buona se la gente è felice. Se con la democrazia sono infelici, no.

Perchè lavora per Memorial?
Non lo ricordo. E' dall'88 che lavoro qui.

Non lo ricorda?
E' una battuta, ovviamente. Per dire che vi ho trascorso parecchio tempo. Negli anni '70 tutti volevamo cambiare questo Paese e i suoi meccanismi arrugginiti. Come anche oggi desideriamo quel cambiamento tanto atteso. Però oggi è possibile avere opinioni diverse su quale strada intraprendere per farlo, e su quali persone scommettere. Io ha dato fiducia a Putin.
 
Parole chiave: Luca Galassi, memorial, mosca
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Russia