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Livello dell'acqua in calo. I due laghi artificiali, ricavati grazie a dighe costruite sul fiume Colorado,
riforniscono d'acqua circa 27 milioni di persone in sette Stati. Ma in particolare
per Nevada, Arizona e alcune zone della California, costituiscono la fonte idrica
esclusiva. Al momento la profondità del lago Mead è di 340 metri, già ben al di
sotto dei livelli passati, tanto che sul bordo del lago è visibile una fascia
di roccia bianca, una volta coperta dall'acqua. Le autorità locali sono consapevoli
del rischio di ulteriori cali del livello, tanto che lo scorso dicembre è stato
definito un accordo per ridurre le forniture idriche se la profondità del bacino
dovesse calare sotto i 327 metri. Ma le conclusioni del rapporto Scripps hanno
generato un putiferio. Uno dei dirigenti del Central Arizona Project (Cap), l'ente
che distribuisce l'acqua del Colorado alle città di Phoenix e Tucson, ha definito
“assurda” la ricerca e “scandalosi” i presupposti su cui questa è stata compiuta.
Per il Cap, il pericolo di prosciugamento è inesistente.
Guerra tra Stati. Il sindaco di Las Vegas, Oscar Goodman, ha invece preso il rapporto fin troppo
sul serio. E ha dato la colpa del potenziale disastro per la sua città agli agricoltori
della California, rei secondo lui di utilizzare troppa acqua. “Verrà prima il
momento in cui lasceranno i loro campi incolti, che non quello in cui i nostri
rubinetti rimarranno a secco”, ha detto Goodman. “Nessuno potrà permettersi di
lasciarci all'asciutto”. Se in questa situazione viene naturale pensare agli sprechi
di Las Vegas, città degli eccessi in mezzo al deserto del Nevada, è anche vero
che i bisogni idrici dell'agricoltura vanno ben oltre le esigenze dei casinò più
stravaganti. Solo l'Imperial Irrigation District della California, ad esempio,
consuma dieci volte più dell'intero Nevada. Le minacce del sindaco di Las Vegas,
uno che ha fama di parlare chiaro, non sono però state ben accolte in California:
il capo di un'agenzia idrica del sud dello Stato le ha definite “ridicole e incendiare”.
Se tra gli Stati del sud-ovest americano vi sarà collaborazione o lotta per le
risorse idriche, forse il problema sarà risolto. Intanto il sasso è stato lanciato.
Se finirà in un lago o ormai in uno stagno, lo dirà il tempo.Alessandro Ursic