19/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Un trucco per aggirare la crisi dei subprime

                                                                                                 Scritto per noi da
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Tradeline solutions. Esplode la bolla suprime, le banche cercano di tamponare e i cittadini non arrivano alla fine del mese. Il rischio è quello di trovare i mobili sul marciapiede e la casa confiscata, pratica che, nell’ultimo mese, è all’ordine del giorno anche a Miami Beach. Ma, dall’altra costa, Ted Stearns offre una soluzione “approfittando di una falla del sistema”. La sua società, Tradeline Solutions, propone un metodo per gonfiare il proprio punteggio di credito (sotto 700 punti gli istituti di credito chiedono tassi astronomici) e ottenere nuovi finanziamenti dalle banche. Nel sito, al telefono e in numerose conferenze stampa, Stearns e collaboratori spiegano come procedere per aprire un Seasoned Primay Account. L’americano A, che ha bisogno di liquidità e non ha garanzie da offrire, versa 1.199 dollari alla Tradeline, che da quel momento diventa una sorta di broker. Cerca, cioè, nel suo database, un americano B con alle spalle almeno due anni di storia creditizia ineccepibile. In 60 giorni, promette Tradeline, l’americano A sarà, agli occhi delle banche, solvente e affidabile come B perché diventerà cointestatario del suo conto corrente. B, per convincersi, riceverà circa il 10 percento di quanto versato da A a Stears, circa 100 dollari, mentre alla compagnia ne rimangono circa 1000, la maggior parte delle volte in contanti. Per 120 giorni il cittadino A diventerà un correntista modello, avrà accesso a prestiti a tasso di mercato e coltiverà la speranza di dare vita ad un circolo virtuoso. B porterà a cena la moglie con i 100 dollari di Stearns e sarà dirottato su un alto conto corrente. Scaduti i 120 giorni B giorni chiuderà il conto originario e continuerà a versare lo stipendio nel secondo, con la coscienza di aver aiutato un connazionale in difficoltà.

Legalità labile. La linea di credito che si viene a creare tra A e B è torbida e diventa impossibile distinguere un correntista solvente da uno che, invece, ne ha solo comprato l’apparenza. Secondo un rappresentante della Federal Trade Commission (Ftc), l’agenzia Usa che si occupa della protezione dei consumatori, “il meccanismo sembra entrare nell’ambito della legalità, ma questo non significa che il sistema sia legale”. Più netto, invece, il giudizio di Fair Isaac, la società che ha inventato il sistema di “credito a punti” (FICO score) adottato negli Stati Uniti: dalla fine del 2007 ha deciso che verranno declassati tutti i conti correnti in cui chi richiede il prestito è un “utilizzatore autorizzato”. Questo penalizzerà i padri che vogliono cointestare il conto al figlio ma, almeno, prova a mettere un argine alla bolla di Stearns che aumenta esponenzialmente il rischio delle banche: di solito, il correntista insolvente tende a rimanere tale.

Chi c’è passato. “Sono orgoglioso di poter offrire una soluzione rapida ed efficiente – ha detto Stearns – una persona viene da noi il lunedì con 550 punti di credito e, già il venerdì, può entrare in banca e ottenere un prestito”. Rodney, americano della Florida, ha però un'altra versione. Parte da 675 punti (una situazione non grave) e, per 2.198 dollari, ottiene da Tradeline di diventare “utilizzatore autorizzato” di altri quattro conti correnti. Dopo 35 giorni, però, non ha accesso a nessun altro conto. Protesta, gli dicono di aspettare 60 giorni, “può succedere”. Dopo 64 giorni ancora nulla, Stearns è irreperibile e la sua assistente gli fa notare che “nel contratto si parla di 120 giorni” di potenziale attesa. In effetti, passate altre due settimane, diventa “utilizzatore autorizzato” di due conti correnti che, però, si rivelano chiusi. Il punteggio di Rodney, allora, da 675 passa a 647, gli viene il dubbio che Tradeline abbia venduto i suoi dati per massimizzare i profitti e denuncia all’Fbi la “frode legale” di Stearns. Subito dopo, la Ftc ha aperto un fascicolo a suo carico.