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I poteri a Raul. Non ha voluto aspettare il 24 febbraio prossimo, Fidel, data nella quale l'assemblea
nazionale sarà convocata per eleggere il presidente del Consiglio di Stato. Il
Lider Maximo ha gettato la spugna prima, con l'evidente coscienza di un uomo che
sa di non potercela più fare a portare avanti un Paese. Per chi mastica bene il
linguaggio di Castro e segue i suoi lunghissimi discorsi da anni, però, era evidente
che qualcosa sarebbe cambiato molto presto. Qualche giorno fa, in una sua lettera,
infatti, Castro aveva annunciato che a breve avrebbe dato a tutti una notizia
di “grande interesse”. E così è stato. “Non cercherò né accetterò l'incarico di
presidente del Consiglio di Stato e comandante in Capo” ha detto Fidel, scatenando
subito un tam tam internazionale intorno alle sue condizioni di salute. Più semplicemente,
Fidel, è consapevole del grande impegno, sia fisico che mentale, che richiede
quel ruolo e sembra essere ormai cosciente del fatto che a 81 anni, e una grave
malattia che lo tiene fermo da un anno e mezzo, forse non ha più le forze necessarie
per andare avanti. Quindi largo a Raul, vicepresidente di Cuba (e fratello di
Fidel) che ottiene ufficialmente tutti i poteri previsti dalla Costituzione cubana
(almeno fino a domenica 24 data in si deciderà il prossimo futuro di Cuba)
Le ultime elezioni. Erano state quasi un plebiscito per Fidel le ultime elezioni politiche. Sia lui
che Raul, infatti, avevano ottenuto una valanga di voti. E lo stesso comandante
aveva ringraziato la popolazione per la fiducia accordata: “Mi avete fatto un
grande onore eleggendomi a membro del parlamento – ha detto Fidel – adesso è arrivato
il momento di eleggere i membri del Consiglio di Stato, il suo presidente e un
vicepresidente”. E confida sul mix di anziani e giovani che la classe politica
cubana è stata capace di generare nel corso degli ultimi anni, strizzando l'occhio
soprattutto ai giovani che avverte con un messaggio: “Il cammino sarà difficile
e richiederà lo sforzo intelligente di tutti”.
Che ne sarà dell'isola. Sicuramente dopo l'amarezza iniziale per l'annuncio di Castro i cubani dovranno
trovare qualche rimedio. Sembra scontata l'elezione alla presidenza del Consiglio
di Stato di Raul, fan della politica socioeconomica cinese anche se sono molti
quelli che credono che una piccola percentuale di possibilità la possano avere
anche Felipe Perez Roque, attuale cancelliere e giovane di buone speranze e Ricardo
Alarcon, presidente del Parlamento e protagonista negli ultimi giorni di un video
nel quale i giovani del Partito lo incalzano con domande sul loro futuro e sul
futuro del Paese. Di certo Fidel, finchè potrà, vigilerà su tutti quelli che avranno
il bastone del comando. “Non vi dico addio – scrive il Lider Maximo nella lettera
pubblicata sul Granma - Spero di combattere come un soldato delle idee e continuerò
a scrivere e forse la mia voce verrà ascoltata”
Alessandro Grandi