18/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia




“Credo che la Muslim League N e i nostri alleati della Muslim League Q conquisteranno la maggioranza relativa dei voti nelle elezioni in corso”, ha detto il dittatore pervez Musharraf per commentare le elezioni appena concluse nel Pakistan. Le sue parole suonano come un lugubre monito a possibili brogli intentati dal suo partito la Lega Musulmana (scissionista) contrapposto alla Muslim League (lega musulmana) dell'ex premier nawaz Sharif e ai popolari orfani di Benazir Bhutto, assassinata il 27 dicembre passato. L'ultim osondaggio indipendente dava il partito del Potere al Popolo (Ppp) al 50 percento, mentre la Lega di Sharif avrebbe passato il 20 percento e Musharraf e i suoi accoliti si sarebbero fermati al 15. La previsione dell'ex generale e presidente però, fa credere che dei 400mila uomini dispiegati in 64mila seggi in tutto il paese tanti stiano effettuando dei brogli per attribuire voti al partito del presidente.

musharraf col presidente francese sarkozyMusharraf in serata si è lasciato andare a dichiarazioni più miti: “Qualunque sia il risultato, lo accetterò con calma e lavorerò in direzione della riconciliazione nazionale, chiunque sia il primo ministro designato dalle urne di queste elezioni democratiche”. Sono le sue ultime dichiarazioni. Intanto degli 81 milioni di aventi diritto (su 157 milioni di pachistani) forse meno della metà sono andati a votare, per timore degli attentati che hanno sconvolto in giornata ai quattro angoli del paese i seggi dove si esercitava il diritto di voto. L'agenzia Usa 'Associated Press' ha calcolato che nella regione più popolosa, il punjab al confine settentrionale con l'India, hanno votato solo tra il 30 e il 40 percento degli aventi diritto, percentuale ancora in ribasso rispetto i già scarsi livelli del 2002, quando si verificò quasi un plebisicito in favore dell'attuale presidente-dittatore.
 

Gianluca Ursini

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