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Si chiama criterio di probabilità.
Una formula che si inserisce nella lunga, dolorosa diatriba
sull'uranio impoverito e i tumori maligni che colpiscono soldati e
civili, là dove sono stati esplosi proiettili contaminanti. Il
criterio di probabilità, anche se suona quasi aleatorio come
slogan, è uno strumento affilato, che la Commissione
parlamentare di inchiesta del Parlamento ha messo nero su bianco
nella relazione di fine mandato, l'8 febbraio scorso.
Ostacoli.
La relazione parla di tre impedimenti: i primi due riguardano il
reperimento dei dati. Vengono citate in maniera esplicita le
resistenze da parte di forze militari straniere nel concedere o
trasferire documentazione e altri dati così come richiesto dai
parlamentari. E, in maniera più velata, si scrive anche della
necessità per la Commissione stessa di dover ricorrere alla
Polizia giudiziaria per poter ottenere altri dati dai presidi medici
militari italiani. Il terzo ostacolo, quello maggiore, è il
fattore tempo. In meno di un anno con quattro esplorazioni sul
territorio, tredici sedute plenarie, venti riunioni dell'ufficio di
presidenza, la Commissione ha dovuto chiudere i battenti sul più
bello, quando avrebbe potuto iniziare a incrociare i dati e a
stabilire la veridicità sul balletto di cifre che viene dal
ministero della Difesa, aspramente criticato dalle associazioni che
raccolgono le denunce dei militari ammalati.
Risarcimenti.
Anche sul fronte degli indennizzi, nonostante nella legge Finanziaria
oramai da due anni siano stati inseriti dei fondi appositi, i
meccanismi non funzionano. Nella relazione si sostiene che esistono:
“ 30 milioni di euro per il triennio 2008-2010, previsti
specificamente per le patologie oggetto dell’inchiesta, nella legge
finanziaria per il 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244). Ma
nell'intervista che pubblichiamo al senatore verde Mauro Bulgarelli,
e nella relazione, si dice che non vengono distribuiti, perché
mancano le norme di attuazione del ministero della Difesa. Un vizio
burocratico che stride con le storie di tanti familiari di vittime da
uranio, dimenticati dal ministero e costretti a uccidersi di debiti
per pagare medicine.
In
conclusione. La
Commissione vorrebbe una seria indagine epidemiologica. Vorrebbe
capire se e quanti bambini deformi siano nati da militari italiani
che dal 1990 hanno partecipato a missioni estere. Vorrebbe sapere il
tasso di infertilità fra le truppe che sono state dove sono
stati sparati i proiettili incriminati. Oltre a capire gli effetti
sui civili, quelli che vivono vicino ai poligoni di tiro in Italia, e
tutte quelle persone che vivono nei territori bombardati 'a fini
umanitari'. Con sostanze che non perderanno il loro potere
distruttivo per migliaia di anni. Angelo Miotto
Parole chiave: commissione parlamentare uranio impoverito, criterio di probabilità, Difesa