'Ora si devono incrociare i dati, ma la fine della legislatura non ce lo ha permesso'. Intervista a Mauro Bulgarelli, Verdi, vice presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'uranio impoverito
Mauro Bulgarelli, la commissione
chiude, ma di lavoro ne resta da fare.
Siamo come una bella automobile senza
motore. Questa commissione si è trovata a lavorare senza
maggiori prospettive perché la fine della legislatura arriva
proprio nel momento in cui avremmo potuto iniziare a intrecciare
tutti i dati che abbiamo raccolto.
Soddisfatto?
Per la prima volta possiamo dire di
aver registrato un leggero cambio di atteggiamento da parte del
ministro della Difesa. Ha aperto a una commissione di esperti
esterni, come la dottoressa Antonietta Gatti, che ha studiato le
nanoparticelle e le reazioni che seguono alle esplosioni che
provocano grandi temperature e la creazione di agenti che vanno a
scatenare neoplasie maligne. O come il professor Massimo Zucchetti, o
l'epidemiologo Valerio Gennaro.
Avete studiato anche i civili ?
Quei civili che vivono nei pressi dei
poligoni di tiro. Ce ne sono molti, soprattutto in Sardegna. Il 62
per cento delle basi e dei poligoni sono nell'isola. Pensate che a
Quirra c'è un poligono così grande che viene
addirittura affittato ai privati per 50mila dollari all'ora. Lì
fanno gli esperimenti la Fiat, la Thompson, l'Aaerospatial e l'unica
cautela che è stata presa sugli esperimenti è quella di
chiedere un'autocertificazione... A Villa Puzzu, nei pressi di quel
poligono sardo, su 150 abitanti ci sono 18 casi di neoplasie maligne.
Ci devono dire perché.
E sul balletto delle cifre del
ministro Parisi?
Parisi ci ha dato le cifre che erano in
possesso del ministero. Ma le più grosse ostilità le
abbiamo riscontrate nei presidi militari ospedalieri, che si sono
spesso negati, obbligandoci a ricorrere alla polizia giudiziaria per
effettuare dei sequestri. Non abbiamo avuto abbastanza tempo per
arrivare alla fase davvero interessante, quella dell'incrocio dei
dati.
C'è una cosa in particolare
che non è riuscito a fare?
Inserire i civili negli indennizzi. È
un emendamento che sono riusciti a estrapolare in un primo tempo. Ma
abbiamo già depositato due decreti, che lasciamo in eredità
al prossimo governo.
In finanziaria c'è un
articolo che prevede indennizzi e che stabilisce un fondo.
Sono già due anni che una norma
prevede una cifra per il risarcimento delle cause di servizio. Ma
quei soldi, 10 milioni di euro all'anno, non vengono assegnati.
Perché?
Perché mancano le norme
applicative da parte della Difesa.
Ma voglio sottolineare come per la
prima volta nella storia della Repubblica una legge dello Stato parla
apertamente di uranio impoverito e stabilisce un collegamento con le
neoplasie maligne