19/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



'Ora si devono incrociare i dati, ma la fine della legislatura non ce lo ha permesso'. Intervista a Mauro Bulgarelli, Verdi, vice presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull'uranio impoverito
mauro bulgarelliMauro Bulgarelli, la commissione chiude, ma di lavoro ne resta da fare.
Siamo come una bella automobile senza motore. Questa commissione si è trovata a lavorare senza maggiori prospettive perché la fine della legislatura arriva proprio nel momento in cui avremmo potuto iniziare a intrecciare tutti i dati che abbiamo raccolto.

Soddisfatto?
Per la prima volta possiamo dire di aver registrato un leggero cambio di atteggiamento da parte del ministro della Difesa. Ha aperto a una commissione di esperti esterni, come la dottoressa Antonietta Gatti, che ha studiato le nanoparticelle e le reazioni che seguono alle esplosioni che provocano grandi temperature e la creazione di agenti che vanno a scatenare neoplasie maligne. O come il professor Massimo Zucchetti, o l'epidemiologo Valerio Gennaro.

Avete studiato anche i civili ?
Quei civili che vivono nei pressi dei poligoni di tiro. Ce ne sono molti, soprattutto in Sardegna. Il 62 per cento delle basi e dei poligoni sono nell'isola. Pensate che a Quirra c'è un poligono così grande che viene addirittura affittato ai privati per 50mila dollari all'ora. Lì fanno gli esperimenti la Fiat, la Thompson, l'Aaerospatial e l'unica cautela che è stata presa sugli esperimenti è quella di chiedere un'autocertificazione... A Villa Puzzu, nei pressi di quel poligono sardo, su 150 abitanti ci sono 18 casi di neoplasie maligne. Ci devono dire perché.

E sul balletto delle cifre del ministro Parisi?
Parisi ci ha dato le cifre che erano in possesso del ministero. Ma le più grosse ostilità le abbiamo riscontrate nei presidi militari ospedalieri, che si sono spesso negati, obbligandoci a ricorrere alla polizia giudiziaria per effettuare dei sequestri. Non abbiamo avuto abbastanza tempo per arrivare alla fase davvero interessante, quella dell'incrocio dei dati.

C'è una cosa in particolare che non è riuscito a fare?
Inserire i civili negli indennizzi. È un emendamento che sono riusciti a estrapolare in un primo tempo. Ma abbiamo già depositato due decreti, che lasciamo in eredità al prossimo governo.

In finanziaria c'è un articolo che prevede indennizzi e che stabilisce un fondo.
Sono già due anni che una norma prevede una cifra per il risarcimento delle cause di servizio. Ma quei soldi, 10 milioni di euro all'anno, non vengono assegnati.

Perché?
Perché mancano le norme applicative da parte della Difesa.
Ma voglio sottolineare come per la prima volta nella storia della Repubblica una legge dello Stato parla apertamente di uranio impoverito e stabilisce un collegamento con le neoplasie maligne

Angelo Miotto

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità