18/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Novità per gli innamorati in Arabia Saudita, mentre in Birmania Rambo diventa tenero
Arabia Saudita. Stretta delle autorità saudite sui temi dell'amore e del sesso, ma anche concessioni inaspettate. Dopo la negativa campagna stampa per il divieto di festeggiare San Valentino, il governo di Riyadh sta pensando di venire incontro agli innamorati ricordando però loro anche i doveri religiosi: il 14 febbraio sarà così ribattezzato “festa del mullah Valentino”. In un clamoroso gesto di distensione, nel giorno degli innamorati ci si potrà inoltre appartare in macchina, ma solo se l'automobile sarà rivolta verso la Mecca e se la donna sarà insieme a un uomo con cui ha una relazione da almeno 15 anni. Gli ulema sauditi hanno però ribadito la loro ferma opposizione alla masturbazione, diffondendo in ogni moschea del Paese lo slogan “fatwe, non pugnette”.

Stati Uniti. Attesa per l'uscita del nuovo Rambo. Secondo indiscrezioni, nel film un Sylvester Stallone travestito da monaco buddista uccide tutta la giunta militare birmana a colpi di Guttalax, irrompe nella casa di Aung San Suu Kyi con un mazzo di rose e, attraversando indenne un campo minato, porta in salvo la leader dell'opposizione nascondendola sotto la tunica da bonzo. La nascente storia d'amore tra i due protagonisti viene però ostacolata dall'urgenza della nuova missione di Rambo, che deve ripartire per il Darfur e, mimetizzato da profugo malnutrito, sterminare tutte le milizie Janjaweed con uno spray all'antrace, nonchè abbattere l'intera aviazione sudanese munito di una sola fionda. Il nuovo film è stato però accolto con freddezza dal grande pubblico statunitense, che si perde d'animo dopo aver cercato inutilmente sull'atlante geografico il Myanmar, nella convinzione che sia il nome di uno stato sulle Montagne rocciose.

Italia. Il loro partito si chiama allo stesso modo, gli slogan “Yes, we can” e “Si può fare” sono incredibilmente simili: cresce la confusione dei cittadini italiani e statunitensi per le notevoli coincidenze delle campagne elettorali di Barack Obama e Walter Veltroni. L'identificazione tra i due leader potrebbe però essere solo all'inizio. Nel tentativo di consolidare la sua immagine di aspirante premier afro-romano, tra gli addetti ai lavori circola la voce secondo cui Veltroni starebbe facendo pressioni sull'anagrafe per cambiare il suo nome in Walter Barack, rivendicando finora sconosciute origini etniche nella comunità Luo, e sottoponendosi a quotidiane iniezioni di melanina ed estenuanti sessioni sotto la lampada abbronzante. Dall'altra parte dell'oceano, dopo aver elogiato il leader italiano definendolo “er novo Kennedy”, Obama ha invece rivelato di amare i film di Pasolini aggiungendo che il suo sogno nel cassetto è diventare sindaco di Roma e, in perfetto romanesco, “farse du' spaghi a Trastevere”.
 

Alessandro Ursic

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