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L'accordo, siglato ieri in una località turistica nel sudest del Kenya, è il
primo significativo passo avanti dall'inizio della crisi provocata dalle elezioni
presidenziali del 27 dicembre e costata la vita a più di mille persone. Il presidente
Mwai Kibaki e il leader dell'opposizione, Raila Odinga, dovranno ora accordarsi
sull'effettiva divisione dei poteri nel nuovo governo di unità nazionale, che
dovrebbe nascere al termine delle trattative. Ed è qui che i colloqui si sono
arenati ieri, lasciando presagire che le trattative saranno ancora lunghe. Se
l'accordo di principio è infatti stato siglato, riempirlo di contenuti sarà molto
più impegnativo.
Proseguono intanto le trattative a livello internazionale, per tentare di porre
fine il prima possibile a una crisi che potrebbe avere effetti molto pesanti anche
nei Paesi limitrofi. Lunedì, a Nairobi si presenterà il segretario di stato Usa,
Condoleezza Rice, la quale recherà un messaggio del presidente George W. Bush.
Lo stesso Bush, che comincerà tra poche ore un viaggio che lo porterà in sei stati
africani, è stato fortemente criticato per non aver incluso il Kenya tra le tappe
della sua visita. La Rice proverà comunque a mettere pressione ai due contendenti,
chiedendo loro di arrivare a un accordo il prima possibile. La stabilità del Kenya
è infatti troppo importante anche per gli interessi americani, visto che Nairobi
è uno dei principali alleati africani di Washington.Matteo Fagotto