16/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Governo e opposizione firmano un primo accordo, ma le trattative continuano
Non è ancora la fine della crisi, ma è di certo un progresso significativo. Oggi, l'ex-segretario generale dell'Onu e attuale mediatore nella crisi keniana, Kofi Annan, renderà pubblico il documento in dieci punti su cui ieri si sono accordati maggioranza e opposizione: una nuova Costituzione entro un anno, una Commissione che faccia luce sulle presunte frodi elettorali e una riforma del sistema elettorale. Ma per quanto riguarda la creazione di un governo di coalizione, le parti sono ancora molto distanti.

Kofi Annan a colloquio con alcuni parlamentari kenianiL'accordo, siglato ieri in una località turistica nel sudest del Kenya, è il primo significativo passo avanti dall'inizio della crisi provocata dalle elezioni presidenziali del 27 dicembre e costata la vita a più di mille persone. Il presidente Mwai Kibaki e il leader dell'opposizione, Raila Odinga, dovranno ora accordarsi sull'effettiva divisione dei poteri nel nuovo governo di unità nazionale, che dovrebbe nascere al termine delle trattative. Ed è qui che i colloqui si sono arenati ieri, lasciando presagire che le trattative saranno ancora lunghe. Se l'accordo di principio è infatti stato siglato, riempirlo di contenuti sarà molto più impegnativo.
Il risultato più significativo è sicuramente l'accordo sulla nuova Costituzione, sulla cui riforma si discute ormai da decenni: l'attuale sistema concentra infatti troppi poteri nelle mani del presidente, creando un sistema in cui il vincente delle elezioni conquista tutti i posti disponibili, senza effettivi contrappesi. Un precedente progetto di riforma, presentato da Kibaki agli elettori, fu bocciato da un referendum nel 2005.

Il segretario di stato Usa, Condoleezza RiceProseguono intanto le trattative a livello internazionale, per tentare di porre fine il prima possibile a una crisi che potrebbe avere effetti molto pesanti anche nei Paesi limitrofi. Lunedì, a Nairobi si presenterà il segretario di stato Usa, Condoleezza Rice, la quale recherà un messaggio del presidente George W. Bush. Lo stesso Bush, che comincerà tra poche ore un viaggio che lo porterà in sei stati africani, è stato fortemente criticato per non aver incluso il Kenya tra le tappe della sua visita. La Rice proverà comunque a mettere pressione ai due contendenti, chiedendo loro di arrivare a un accordo il prima possibile. La stabilità del Kenya è infatti troppo importante anche per gli interessi americani, visto che Nairobi è uno dei principali alleati africani di Washington.
 

Matteo Fagotto

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