Le autorità dello stato del Bengala Occidentale hanno deciso di estendere il
visto per una contrastata scrittrice femminista bengalese a vivere per altri sei
mesi in India. Taslima Narin era da anni nel mirino degli integralisti musulmani
per il contenuto di alcune sue opere, critiche contro il Corano per le sue posizioni
sul ruolo femminile, tanto da dover scappare come esule politica dal suo paese
natale, il Bangladesh; ma la sua stessa presenza a Calcutta nell'ultimo anno era
stata messa a repentaglio dalle minacce di due partiti islamici integralisti,
tanto che Nasrin era stata messa sotto scorta e protetta in una abitazione segreta
a Delhi.

Per proteggere la sua incolumità Nasrin si è addirittura detta disponibile a
cancellare alcune frasi “controverse” dal suo ultimo libro
'Dwikhondito' (“Divisa in due”); la novella era stata bandita dall'amministrazione dello
stato del Bengala occidentale, dove un quarto della popolazione professa la fede
musulmana. In Novembre è stato necessario trovarle un rifugio più sicuro a Delhi;
il governo federale indiano ha promesso di dare ospitalità e sicurezza a Nasrin.
“Ma rimarranno queste pesanti limitazioni alla mia libertà di movimento e d'espressione”,
ha detto la scrittrice, aggiungendo che vorrebbe “tornare presto” a Calcutta.
I suoi oppositori la accusano di aver chiesto una 'riforma' del Corano, perché
accordi maggiori libertà alle donne, ma la scrittrice nega che la questione stia
in questi termini. Nel 1990 Nasrin aveva lasciato il Bangladesh dopo aver ricevuto
minacce di morte; da tre anni era tornata a Calcutta,, dopo un lungo periodo europeo.
L'ultima volta era stata avvicinata e attaccata da alcuni estremisti musulmani
a Hyderabad in agosto, dove si trovava per dare una conferenza.