Chi sono i paramilitari?
I paramilitari o
paras sono in realtà componenti dell’esercito. È talmente normale vedere soldati scambiarsi
la divisa con i paras e viceversa. Sono tutti uguali. A Turbo, in città, c’erano
polizia, soldati, autorità civile. E allora mi chiedo: come mai non sono mai riusciti
a prendere un assassino? Ci sono state 93 vittime. Come spiegare altrimenti questa
totale impunità?
E la smobilitazione?
È un problema molto complesso. Diciamo che i paras non si smobilitano. I paras si legalizzano. Non è una manovra verso il processo di pace, è un modo furbo
per legalizzare e dare una divisa ufficiale ad assassini spietati.
Quando Uribe se ne uscì con questa proposta, disse che veniva a cercare fondi
per sistemare questi paramilitari che se pentiti meritavano comunque una chance.
E io mi chiedo: ma come può Uribe garantire da mangiare a chi uccide le persone?
Disse che si sarebbero consegnati. Ma a chi, se sono tutti direttamente o indirettamente
dipendenti dello Stato? Ho visto un soldato, o meglio, tanti soldati in uniforme
regolare delle Brigate 17 che dopo venti minuti si cambiano le divise, diventando
paras.. Adesso ci raccontano che vogliono creare campos de demobilitacion, dove inviare informatori della guerriglia e soldati campesinos collusi con Farc e Eln. Li spacciano per centri di rieducazione, ma in realtà
è un modo per legalizzare il passato di chi magari ha 27 anni e da venti uccide.
E di questi campi già ce ne sono. Come nella municipalità di Rifugio.
Quindi Uribe cosa fa in realtà contro la guerra civile?
Per rispondere basta pronunciare la parola
Estado comunitario. Uribe ha perfino ideato una nuova politica di sviluppo sociale per mascherare
le sue vere intenzioni: tenere il paese in scacco con la guerra civile e fare
così i suoi interessi. Il
Plan Nacional de Desarrollo 2002-2006 chiamato “
Hacia un Estado Comunitario” non è altro che un paravento per poi arruolare i giovani contadini come informatori
o soldati nella guerra civile. E spesso sono coinvolti anche i bambini, che così
entrano direttamente nel conflitto. Appellandosi al Piano di sviluppo, che dovrebbe
teoricamente portare miglioramenti ad ogni strato della società, si presentano
continuamente militari con borse piene di dollari e armati di motoseghe. A suon
di verdoni convincono i nostri più giovani compagni ad abbattere i pali di confine
delle nostre terre, promettendo di delimitarle poi con il filo spinato. “Penseremo
noi alla vostra comunità” sono soliti precisare. In realtà è un modo per indebolire
le comunità contadine, per avvicinarne i giovani e pian piano corromperli. Ecco
cos’è concretamente il Piano nazionale di sviluppo: fascette di banconote in mano
a gente sbagliata e corrotta che cerca di corrompere i contadini più ingenui,
minando alla base le comunità e incrementando la lotta contro i guerriglieri.
Sono tanti i giovani che vengono convinti a confessare cose mai successe, a denunciare
innocenti come collusi con la guerriglia. E lo fanno a suon di soldi quando va
bene, o altrimenti a suon di sberle. Sono arrivati, come se nulla fosse, a offrire
ottime ricompense per farsi portare bambine da violentare.