19/01/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



I desplazados colombiani, portati via con la forza dall'esercito. La denuncia.
Continua dalla prima parte
 
Cartina della zona di Riosucio e Turbo, Colombia

 

Sfollati. Una donna tiene in braccio il bambinoChi sono i paramilitari?
I paramilitari o paras sono in realtà componenti dell’esercito. È talmente normale vedere soldati scambiarsi la divisa con i paras e viceversa. Sono tutti uguali. A Turbo, in città, c’erano polizia, soldati, autorità civile. E allora mi chiedo: come mai non sono mai riusciti a prendere un assassino? Ci sono state 93 vittime. Come spiegare altrimenti questa totale impunità?

E la smobilitazione?
È un problema molto complesso. Diciamo che i paras non si smobilitano. I paras si legalizzano. Non è una manovra verso il processo di pace, è un modo furbo per legalizzare e dare una divisa ufficiale ad assassini spietati.
Quando Uribe se ne uscì con questa proposta, disse che veniva a cercare fondi per sistemare questi paramilitari che se pentiti meritavano comunque una chance. E io mi chiedo: ma come può Uribe garantire da mangiare a chi uccide le persone? Disse che si sarebbero consegnati. Ma a chi, se sono tutti direttamente o indirettamente dipendenti dello Stato? Ho visto un soldato, o meglio, tanti soldati in uniforme regolare delle Brigate 17 che dopo venti minuti si cambiano le divise, diventando paras.. Adesso ci raccontano che vogliono creare campos de demobilitacion, dove inviare informatori della guerriglia e soldati campesinos collusi con Farc e Eln. Li spacciano per centri di rieducazione, ma in realtà è un modo per legalizzare il passato di chi magari ha 27 anni e da venti uccide. E di questi campi già ce ne sono. Come nella municipalità di Rifugio.

Rio, nel mezzo della selva. Chocò. ColombiaQuindi Uribe cosa fa in realtà contro la guerra civile?
Per rispondere basta pronunciare la parola Estado comunitario. Uribe ha perfino ideato una nuova politica di sviluppo sociale per mascherare le sue vere intenzioni: tenere il paese in scacco con la guerra civile e fare così i suoi interessi. Il Plan Nacional de Desarrollo 2002-2006 chiamato “Hacia un Estado Comunitario” non è altro che un paravento per poi arruolare i giovani contadini come informatori o soldati nella guerra civile. E spesso sono coinvolti anche i bambini, che così entrano direttamente nel conflitto. Appellandosi al Piano di sviluppo, che dovrebbe teoricamente portare miglioramenti ad ogni strato della società, si presentano continuamente militari con borse piene di dollari e armati di motoseghe. A suon di verdoni convincono i nostri più giovani compagni ad abbattere i pali di confine delle nostre terre, promettendo di delimitarle poi con il filo spinato. “Penseremo noi alla vostra comunità” sono soliti precisare. In realtà è un modo per indebolire le comunità contadine, per avvicinarne i giovani e pian piano corromperli. Ecco cos’è concretamente il Piano nazionale di sviluppo: fascette di banconote in mano a gente sbagliata e corrotta che cerca di corrompere i contadini più ingenui, minando alla base le comunità e incrementando la lotta contro i guerriglieri. Sono tanti i giovani che vengono convinti a confessare cose mai successe, a denunciare innocenti come collusi con la guerriglia. E lo fanno a suon di soldi quando va bene, o altrimenti a suon di sberle. Sono arrivati, come se nulla fosse, a offrire ottime ricompense per farsi portare bambine da violentare.  
 
(continua)

Stella Spinelli

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