14/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



San Valentino, uno dei periodi più intensi per il settore floreale keniano
Scritto per noi da
Angela Zanella 
 
 
 
Uno dei periodi più intensi per il settore floreale keniano è San Valentino. Ma quest’anno, la festa degli innamorati è particolarmente amara. Gli scontri tra Kikuyo e Luo hanno infatti coinvolto anche Naivasha, dove fino a fine dicembre le due etnie convivevano e lavoravano insieme. In particolare, nella città dei fiori sono stati i Luo a soccombere, assieme a Luhya e Kalenjin, cacciati con la violenza dalle proprie case alla fine di gennaio. Molti di loro si sono rifugiati nella stazione di polizia e nella vicina prigione di Naivasha, circa 1.000 invece hanno trovato ospitalità nel campo allestito dalla Croce Rossa e finanziato dai proprietari delle serre. Gli industriali europei hanno anche fornito dei furgoncini per portare i dipendenti dal campo a lavoro e viceversa, tutti i giorni. Si stima che siano circa 3.000 le persone che hanno lasciato la città questo mese, perché non lo ritenevano più un posto sicuro. I proprietari cercano quindi di rassicurare coloro che sono rimasti, per convincerli a tornare alle serre e continuare la raccolta delle rose, importante in questi giorni di grande richiesta. Per far fronte agli imponenti ordini, si stima siano sugli 800 milioni di fiori, molte aziende hanno scelto di assumere dei lavoratori giornalieri da affiancare ai propri dipendenti. Inoltre, hanno chiesto e ottenuto la collaborazione della polizia, che scorta i camion fino a Nairobi. Le perdite in un primo momento sono state consistenti, ma l’industria dei fiori si è riscossa in breve, anche per far fronte alla concorrenza della vicina Etiopia, oltre che dell’Ecuador e della Colombia. In Italia c’è chi si lamenta del costo delle rose, lievitato anche a causa della delicata situazione keniana. Ma a farne le spese, in realtà, sono soprattutto i lavoratori: i turni già impegnativi di questo periodo si sono fatti pesanti per la mancanza di personale, e in molti devono ancora riprendersi dallo shock delle violenze del mese scorso.

Naivasha è a circa 150 chilomentri dalla capitale del Kenya, Nairobi. Il suo nome, prima dei drammatici scontri che hanno travolto alcune zone del Paese in questi ultimo periodo, non era molto conosciuto tra la gente comune. Eppure, è una città molto importante per l’economia keniana, così come per i pollici verdi e i romantici di tutta Europa. Il settore principale del Kenya è il turismo, segue la produzione del tè. Al terzo posto si colloca la coltivazione e l’esportazione di fiori, soprattutto di rose. Naivasha è il centro di questa attività.
Come altre città keniana, il suo nome contiene la sillaba “Na”, perché sorge vicino a una sorgente d’acqua. A Naivasha infatti c’è un lago, ma l’accesso libero all’acqua è molto limitato, perché le sponde del bacino sono quasi completamente occupate dalle piantagioni di rose. Le serre di Naivasha si estendono per circa 2.000 ettari e rappresentano il 70 percento della produzione nazionale di fiori. I produttori sono meno di cento, soprattutto olandesi. Qui, prima delle violenze post-elettorali, lavorano 40.000 persone, in particolare donne.
Il Kenya è il terzo produttore mondiale di fiori, dopo Olanda e Colombia, nonostante le prime serre siano state costruite verso la metà degli anni Ottanta.
Una piccola parte della produzione rimane nel Paese: non è difficile incontrare lungo la strada rivenditori più o meno forniti di rose. Ce ne sono di tante forme, odori e tonalità. Spesso vengono vendute dentro un sacchettino nero con un po’ di morbida terra, pronte per essere trapiantate.
La quasi totalità delle rose keniane, però, viene recisa e spedita in Europa. Se si tratta direttamente con clienti quali fiorerie e grossisti, possono arrivare a destinazione anche entro 48 ore dopo essere state colte. Altrimenti, se devono passare per le aste di fiori, soprattutto olandesi, servono di solito quattro giorni.
Quando si lavora a pieno ritmo, nelle serre le donne fanno due raccolti al giorno. Le rose vengono potate, impacchettate e spedite prima a Nairobi e poi via aereo verso i mercati europei, in container refrigerati. Il tutto ha dei costi, naturalmente, il minore dei quali è il salario dei dipendenti.

 
Parole chiave: kenya, Angela Zanella, rose, San valentino
Categoria: Popoli, Costume
Luogo: Kenya