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L'obiettivo. Mughniyah, 46 anni,
era addetto alla sicurezza e all'intelligence per il partito di Dio e
manteneva i contatti tra Hezbollah e i servizi segreti iraniani. Era
ricercato per il suo coinvolgimento nell'attentato contro
l'ambasciata Usa a Beirut nel 1983, per il dirottamento di un aereo
della Twa all'aeroporto di Beirut nel 1985 e per diversi altri
episodi di sangue. Sulla sua testa pendeva una taglia dell'Fbi di 5
milioni di dollari. Ieri sera, dopo l'attentato, Al Jazeera aveva
tentato senza successo di raggiungere il ministro dell'Interno
siriano per un commento. Oggi, dopo le accuse di Hezbollah, l'ufficio
del premier israeliano Olmert ha preferito evitare ogni dichiarazione
limitandosi a un “No Comment” ma, poco dopo, il Ministro Gideon
Ezra, ex dirigente dell'intelligence israeliana, ha dichiarato che
“Israele ha certo sofferto per le sue attività negli ultimi
anni, anche se molti altri al mondo avevano interesse ad eliminarlo.
Ci felicitiamo per la sua scomparsa”. La radio militare israeliana
nel frattempo ipotizza un prossimo innalzamento del livello di
allarme al confine con il Libano, per prevenire attacchi da parte di
Hezbollah.
Curriculum. Secondo l'ex capo
del Mossad, Dany Yatom, Mughniyah era “pericoloso come Bin Laden”.
La sua uccisione, ha dichiarato, “è stata un grande successo
di intelligence”. Yatom nega di conoscere i responsabili
dell'uccisione, ma non sembra disposto a riconoscere che,
indipendentemente dalla pericolosità del personaggio,
Mughniyah è stato ucciso in un attacco terroristico. Oltre
agli attentati di Beirut nell''82 e al dirottamento dell'85, l'uomo è
considerato tra gli autori di un attacco contro l'ambasciata
israeliana in Argentina nel'94 e contro soldati Usa ad Al Khobar, in
Arabia Saudita, nel '96. Tornato in Libano con un passaporto
iraniano, Mughniyah è stato la mente del rapimento dei due
soldati prima della guerra in Libano del 2006 e la guida dei
miliziani Hezbollah nello stesso conflitto. Mughniyah è
entrato nel partito di Dio nello stesso periodo in cui Nasrallah
lasciava Amal, e ha operato a stretto contatto con la guida
spirituale degli sciiti Hasan Fadlallah, prima di diventare capo
militare del partito. L'intelligence Usa ritiene che Mughniyah avesse
incontrato Bin Laden e il suo vice, Ayman Al Zawahiri, quando i due
si trovavano in Sudan, e che fosse coinvolto anche negli attentati
dell'11 settembre.
Hariri. L'omicidio di Damasco ha
immediatamente agitato le acque soprattuto Libano, dove il 14
febbraio prossimo si commemora il terzo anniversario dell'uccisione
di Rafiq Hariri, stroncato da un'autobomba nel cuore di Beirut. Da
quel 14 febbraio del 2005 il paese dei Cedri è stato
martoriato da diversi altri attentati esplosivi, rimasti finora senza
responsabili. La coalizione del 14 marzo, le forze al governo guidate
dal figlio di Rafiq Hariri, Saad, ha organizzato un'imponente
manifestazione per la commemorazione, nella speranza di sbloccare la
crisi politica mostrando quanto è forte il sostegno al
governo. La vigilia dell'evento è però stata segnata
dalla morte di Mughniyah e le accuse degli sciiti contro Israele,
che hanno provocato degli scontri tra esponenti del partito sciita
Amal e del movimento Mustaqbal di Hariri. Scaramucce senza feriti
gravi che, però, si teme possano verificarsi in scala maggiore
durante la commemorazione. I funerali di Mughniyah si terranno
infatti domani a Beirut, poco prima della commemorazione di Hariri, a
cui sono attesi soprattutto gli attivisti della coalizione al
governo. La leadership di Hezbollah ha fatto sapere che non sfrutterà
“l'uccisione di Imad Mughniyah per ottenere vantaggi nello scontro
politico in corso in Libano”, ma in Libano, da qualche tempo, i
problemi e le tragedie non hanno mai un responsabile.Naoki Tomasini