13/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Ucciso a Damasco il capo militare di Hezbollah, mistero sui responsabili, sale la tensione
Ieri sera intorno alle 22:30 un'autobomba è esplosa a Damasco, uccidendo un uomo e ferendo altre due persone. Questa mattina Al Manar, la televisione del partito sciita libanese Hezbollah, annuncia che la vittima era Imad Mughniyah, alto esponente del movimento. Secondo la fonte “ Mughniyah è stato ucciso per mano dei sionisti israeliani”. Alcuni esponenti di Hamas, il partito palestinese che ha una sede in esilio a Damasco, erano sul luogo, ma hanno dichiarato alla televisione Al Arabiya di non essere loro l'obiettivo dell'attentato, che è avvenuto nel quartiere residenziale di Kafar Soussa, dove si trova la sede dei servizi segreti siriani, a poca distanza da una scuola iraniana.

L'obiettivo. Mughniyah, 46 anni, era addetto alla sicurezza e all'intelligence per il partito di Dio e manteneva i contatti tra Hezbollah e i servizi segreti iraniani. Era ricercato per il suo coinvolgimento nell'attentato contro l'ambasciata Usa a Beirut nel 1983, per il dirottamento di un aereo della Twa all'aeroporto di Beirut nel 1985 e per diversi altri episodi di sangue. Sulla sua testa pendeva una taglia dell'Fbi di 5 milioni di dollari. Ieri sera, dopo l'attentato, Al Jazeera aveva tentato senza successo di raggiungere il ministro dell'Interno siriano per un commento. Oggi, dopo le accuse di Hezbollah, l'ufficio del premier israeliano Olmert ha preferito evitare ogni dichiarazione limitandosi a un “No Comment” ma, poco dopo, il Ministro Gideon Ezra, ex dirigente dell'intelligence israeliana, ha dichiarato che “Israele ha certo sofferto per le sue attività negli ultimi anni, anche se molti altri al mondo avevano interesse ad eliminarlo. Ci felicitiamo per la sua scomparsa”. La radio militare israeliana nel frattempo ipotizza un prossimo innalzamento del livello di allarme al confine con il Libano, per prevenire attacchi da parte di Hezbollah.

Imad MughniyahCurriculum. Secondo l'ex capo del Mossad, Dany Yatom, Mughniyah era “pericoloso come Bin Laden”. La sua uccisione, ha dichiarato, “è stata un grande successo di intelligence”. Yatom nega di conoscere i responsabili dell'uccisione, ma non sembra disposto a riconoscere che, indipendentemente dalla pericolosità del personaggio, Mughniyah è stato ucciso in un attacco terroristico. Oltre agli attentati di Beirut nell''82 e al dirottamento dell'85, l'uomo è considerato tra gli autori di un attacco contro l'ambasciata israeliana in Argentina nel'94 e contro soldati Usa ad Al Khobar, in Arabia Saudita, nel '96. Tornato in Libano con un passaporto iraniano, Mughniyah è stato la mente del rapimento dei due soldati prima della guerra in Libano del 2006 e la guida dei miliziani Hezbollah nello stesso conflitto. Mughniyah è entrato nel partito di Dio nello stesso periodo in cui Nasrallah lasciava Amal, e ha operato a stretto contatto con la guida spirituale degli sciiti Hasan Fadlallah, prima di diventare capo militare del partito. L'intelligence Usa ritiene che Mughniyah avesse incontrato Bin Laden e il suo vice, Ayman Al Zawahiri, quando i due si trovavano in Sudan, e che fosse coinvolto anche negli attentati dell'11 settembre.

Hariri. L'omicidio di Damasco ha immediatamente agitato le acque soprattuto Libano, dove il 14 febbraio prossimo si commemora il terzo anniversario dell'uccisione di Rafiq Hariri, stroncato da un'autobomba nel cuore di Beirut. Da quel 14 febbraio del 2005 il paese dei Cedri è stato martoriato da diversi altri attentati esplosivi, rimasti finora senza responsabili. La coalizione del 14 marzo, le forze al governo guidate dal figlio di Rafiq Hariri, Saad, ha organizzato un'imponente manifestazione per la commemorazione, nella speranza di sbloccare la crisi politica mostrando quanto è forte il sostegno al governo. La vigilia dell'evento è però stata segnata dalla morte di Mughniyah e le accuse degli sciiti contro Israele, che hanno provocato degli scontri tra esponenti del partito sciita Amal e del movimento Mustaqbal di Hariri. Scaramucce senza feriti gravi che, però, si teme possano verificarsi in scala maggiore durante la commemorazione. I funerali di Mughniyah si terranno infatti domani a Beirut, poco prima della commemorazione di Hariri, a cui sono attesi soprattutto gli attivisti della coalizione al governo. La leadership di Hezbollah ha fatto sapere che non sfrutterà “l'uccisione di Imad Mughniyah per ottenere vantaggi nello scontro politico in corso in Libano”, ma in Libano, da qualche tempo, i problemi e le tragedie non hanno mai un responsabile.
 

Naoki Tomasini

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