C'è anche un ferito. La sparatoria a sessanta chilometri da Kabul

Un militare italiano ucciso, un altro ferito. La notizia viene battuta dalle
agenzie poco dopo le 13.00 italiane. Le notizie sono scarse, frammentarie, fino
a un laconico dispaccio dello Stato maggiore della Difesa.
I Talebani, con una telefonata all'agenzia France Presse, hanno rivendicato l'attentato.
Nello scontro è morto il primo maresciallo Giovanni Pezzulo, del Cimic Group
South di Motta di Livenza ed è rimasto ferito leggermente un suo collega. Quest’ultimo
è stato trasportato all’ospedale francese (Role 2) a Camp Warehouse, sede del
comando regionale della Capitale (Rc-Capitol) a Kabul e si è messo personalmente
in contatto con la propria famiglia rassicurandola sulle sue condizioni.
Il militare ferito, in modo lieve, nell'attacco di oggi in Afghanistan è, secondo
quanto si è appreso, il maresciallo Enrico Mercuri, di 31 anni. Mercuri, originario
delle Marche, è in servizio al 4/o reggimento alpini paracadutisti di Bolzano.
Sulle montagne a est di Kabul. Lo scontro a fuoco, si legge nel comunicato della Difesa, è avvenuto alle 15
locali, le 11.30 in Italia, nei pressi della località di Rodbar (o Rudbar), nella
zona di responsabilità italiana.
Rudbar si trova vicino a Sirobi, avamposto della difesa militare di capitale
Kabul, lungo la strada che porta dalla capitale a Jalalabad, e quindi verso il
Pakistan, teatro di numerosi scontri a fuoco con la guerriglia. A circa 1600
metri di altezza, Rodbar è tra le cittadine di Yakhdand e Dak Kala, a nord del
lago Panjsher.
Secondo lo Stato maggiore, “militari italiani della Task Force Surobi, in attività
di cooperazione civile e militare e sostegno sanitario alla popolazione, sono
stati fatti segno di alcuni colpi di arma da fuoco portatili da parte di elementi
armati ostili a cui i militari italiani hanno risposto”.
La nota non dice nulla di più, non dice se fosse una missione o un semplice pattugliamento.
Quel che si sa è che la Task force Surobi è composta dai Rangers del reggimento
Alpini Paracadutisti e dai Paracadutisti del 185° reggimento della Folgore.
Il comunicato ufficiale termina dicendo che “a seguito dello scontro un militare
italiano è deceduto mentre un secondo risulta leggermente ferito. È in corso l'evacuazione
medica presso l'ospedale militare francese di Camp Warehouse, a Kabul”. Poco dopo
i primi lanci di agenzia sullo scontro a fuoco la prima dichiarazione del Presidente
del consiglio Romano Prodi: “La missione in Afghanistan è la nostra missione principale
all'estero - ha detto Prodi - abbiamo deciso di portarla avanti, proprio perchè
ha un obiettivo di lungo periodo”.