Erano annunciate da tempo, ma quando sono arrivate davvero il Paese si è fermato.
Scuse ufficiali agli aborigeni, alla “generazione rubata” di decine di migliaia
di bambini strappati alle loro famiglie in decenni di politiche di assimilazione
forzata, la prima volta che l'Australia riconosce le colpe del suo passato. Il
neoeletto primo ministro laburista Kevin Rudd ha aperto la sessione del nuovo
Parlamento con questo gesto di riconciliazione con la popolazione nativa, in un
intervento seguito con trepidazione sui maxi-schermi in tante città australiane.
“Chiediamo scusa per le leggi e le politiche di successivi parlamenti e governi,
che hanno inflitto profondo dolore, sofferenze e perdite a questi nostri fratelli
australiani”, recita la mozione presentata da Rudd. “Alle madri e ai padri, fratelli
e sorelle, per la disintegrazione di famiglie e di comunità chiediamo scusa”.

Il nuovo premier si era impegnato in tal senso già in campagna elettorale contrapponendosi
al suo predecessore John Howard, che in 11 anni di governo aveva sempre rifiutato
di scusarsi perché, a suo dire, le colpe dei governi precedenti non dovevano ricadere
sull'Australia di oggi. Howard, che non era presente in aula per “impegni presi
in precedenza”, è stato attaccato da Rudd anche nel suo discorso, in cui il premier
lo ha accusato di aver trattato gli aborigeni con “un silenzio di pietra, ostinato
e assordante, per più di un decennio”. Le scuse del primo ministro, bene accolte
dai leader delle comunità aborigene presenti in massa nell'aula, non porteranno
però a un risarcimento collettivo.
Il premier laburista ha invitato l'opposizione conservatrice a unire le forze
al governo per affrontare i problemi che affliggono le comunità aborigene in materia
di alloggi, di salute e di istruzione “Oggi onoriamo i popoli indigeni di questa terra, le più antiche culture ininterrotte
nella storia umana. Riflettiamo sui passati maltrattamenti. Riflettiamo in particolare
sui maltrattamenti di coloro che erano le generazioni rubate, questo capitolo
vergognoso nella storia della nostra nazione. E' venuto il tempo che la nazione
volti pagina nella storia d'Australia, correggendo i torti del passato e avanzando
così con fiducia nel futuro”, ha detto Rudd nel suo discorso. “Noi parlamento
d'Australia rispettosamente chiediamo che queste scuse siano ricevute nello spirito
in cui sono offerte come contributo alla guarigione della nazione. Per il futuro
ci sentiamo incoraggiati nel decidere che ora può essere scritta questa nuova
pagina nella storia del nostro grande continente. Noi oggi compiamo il primo passo
nel riconoscere il passato e nel rivendicare un futuro che abbracci tutti gli
australiani. Un futuro in cui questo parlamento decide che le ingiustizie del
passato non debbano accadere mai, mai più. Un futuro in cui si uniscano la determinazione
di tutti gli australiani, indigeni e non indigeni, a chiudere il divario fra di
noi in aspettativa di vita, educazione e opportunità economiche”.