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Battaglia a Mannar. Ieri la città insulare di Mannar, in mano all’esercito ma vicina ai territori
controllati dai ribelli, è stata teatro di un lungo duello di artiglieria. La
battaglia è iniziata al mattino, quando i guerriglieri delle Tigri per la Liberazione
della Patria Tamil (Ltte) hanno lanciato una pioggia di granate contro una base
dell’esercito nel centro della città, uccidendo almeno sei soldati e danneggiando
una chiesa adiacente alla guarnigione militare. Tutte le postazioni d’artiglieria
governative della zona hanno iniziato un fuoco di sbarramento che ha fatto tremare
la città per ore, mentre le truppe hanno sferrato un contrattacco che, secondo
l’Ltte, sarebbe stato respinto uccidendo altri trentasei soldati e perdendo quattro
guerriglieri. Un bilancio non confermato dai comandi militari.
Un weekend di sangue. Lunedì 11 febbraio: 69 morti. Sette guerriglieri sono morti negli scontri avvenuti
nel distretto di Jaffna, nei pressi dell’autostrada A-9. Due poliziotti sono morti
nell’esplosione di una mina a Irattaperiyakulam, nel distretto di Vavuniya. Un
ragazzino di 14 anni è morto durante uno scontro a fuoco tra esercito e ribelli
nel distretto di Ampara. Diciassette ribelli e undici soldati sono morti in una
violenta battaglia nel distretto di Welioya. Ventisette guerriglieri e quattro
soldati sono rimasti uccisi nel corso degli scontri verificatisi nel distretto
di Mananr. Enrico Piovesana