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Un'America spaccata. La Clinton può contare al momento su 1.148 delegati, Obama su 1.121. Prevedendo
un'ulteriore spartizione dei delegati in palio negli Stati rimanenti, è praticamente
certo che si arriverà alla convention democratica di fine agosto senza che nessuno dei due sfidanti abbia raggiunto
quota 2.025, il numero necessario per assicurarsi la nomination. Così, se il voto popolare darà la fotografia di un'America spaccata, tutti
gli occhi saranno puntati sui 796 “super-delegati”: deputati, governatori, ex
presidenti e funzionari del partito, che possono schierarsi con chi vogliono.
In questo campo, finora la Clinton prevale: l'Associated Press calcola che 213
super-delegati abbiano finora dato il loro appoggio a Hillary, contro i 139 che
sostengono Obama. Il che vuol dire che, nella conta dei delegati assegnati dal
voto popolare, il senatore afro-americano è in vantaggio per 986 a 924.
Dilemma politico. La questione è politicamente spinosa. I super-delegati sono liberi di votare
per chi vogliono e di cambiare idea in corsa. Hillary e Obama stanno lavorando
dietro le quinte per far pendere la bilancia all'interno del partito in loro favore:
l'ex first lady può contare sui fedelissimi di Bill Clinton, Obama ha il sostegno dell'ex candidato
alla Casa Bianca John Kerry. Mentre nei prossimi mesi continueranno a formarsi
gli schieramenti, all'orizzonte si profila un dilemma: e se il voto dei super-delegati
andasse contro il voto popolare? Obama ha detto la sua: “Se finiamo con più stati
e più delegati popolari, sarebbe problematico per gli insider politici rovesciare il giudizio degli elettori”, ha dichiarato. Ma la Clinton
la vede in maniera diversa: “Per definizione, si suppone che i super-delegati
esercitino un giudizio indipendente”, ha detto l'ex first lady. Che ha poi individuato un'incongruenza chiave: i senatori del Massachusetts,
Kerry e Ted Kennedy, appoggiano Obama ma rappresentano uno Stato vinto dalla Clinton.
“Se Obama intende applicare la sua versione fino in fondo, andando contro quella
che è stata storicamente la definizione di super-delegato, non vedo l'ora di ricevere
il sostegno di Kerry e Kennedy”, ha aggiunto Hillary. Che comunque andassero le
cose, sa di poter contare su un voto eccellente: suo marito Bill, ex presidente
e quindi super-delegato.Alessandro Ursic
Parole chiave: primarie, obama, clinton, hillary, super-delegati, nomination, convention