Mansur Dadullah, uno dei maggiori
leader militari dei talebani nel sud Ovest afgano, è stato
oggi catturato dalla polizia pachistana nelle province balucie al
confine afgano, secondo quanto riportato da un portavoce. In un primo momento
le agenzie di stampa avevano riferito di
un suo possibile ferimento “a morte” durante lo scontro a fuoco
che ha preceduto la sua cattura, ma non sono arrivate conferme a
questo riguardo dalla polizia pachistana. La cattura sarebbe avvenuta
nel villaggio di Gowal Ismail Zai, province balucie dell'ovest pachistano,
insieme con altri quattro talebani.

Dadullah, pashtun del distretto di
Kajaki in Helmand, Afghanistan meridionale, era stato sconfessato dai
talebani con un comunicato dello scorso dicembre nel quale si
riferiva come “Mansur è stato cacciato dall'armata talebana
per aver disobbedito agli ordini dell'Emirato islamico”. Mansur è
il fratello del defunto Mullah Dadullah, ex leader militare talebano
per il sud ovest, e orchestratore del sequestro dell'inviato di
Repubblica Daniele Mastrogiacomo; Mullah Dadullah era stato ucciso dalle forze
Usa il 17 maggio
2007 nel distretto di Nahri Saraj, provincia afgana meridionale di
Helmand. Insieme con altri quattro talebani incarcerati, il giovane
Dadullah era stato scarcerato, in base agli accordi allora intercorsi
tra esecutivo afgano ed esecutivo italiano, il giorno successivo al
rilascio del reporter italiano Daniele Mastrogiacomo, sequestrato il
5 marzo nel distretto di Helmand e rilasciato dopo 14 giorni. Insieme
con il giornalista de “
La Repubblica” erano stati sequestrati il
suo autista Sayed Agha, sgozzato dai talebani il 16 marzo con
l'accusa di essere una spia; e infine il giornalista e interprete
afgano Adjmal Nashkbandi, decapitato nel distretto di Garmsir alle
ore 15 del 7 aprile 2007, dopo che il governo Karzai si era rifiutato
di liberare altri due talebani prigionieri in cambio della vita del
giovane reporter locale