11/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Mansur Dadullah, uno dei maggiori leader militari dei talebani nel sud Ovest afgano, è stato oggi catturato dalla polizia pachistana nelle province balucie al confine afgano, secondo quanto riportato da un portavoce. In un primo momento le agenzie di stampa avevano riferito di un suo possibile ferimento “a morte” durante lo scontro a fuoco che ha preceduto la sua cattura, ma non sono arrivate conferme a questo riguardo dalla polizia pachistana. La cattura sarebbe avvenuta nel villaggio di Gowal Ismail Zai, province balucie dell'ovest pachistano, insieme con altri quattro talebani.

mansur dadullahDadullah, pashtun del distretto di Kajaki in Helmand, Afghanistan meridionale, era stato sconfessato dai talebani con un comunicato dello scorso dicembre nel quale si riferiva come “Mansur è stato cacciato dall'armata talebana per aver disobbedito agli ordini dell'Emirato islamico”. Mansur è il fratello del defunto Mullah Dadullah, ex leader militare talebano per il sud ovest, e orchestratore del sequestro dell'inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo; Mullah Dadullah era stato ucciso dalle forze Usa il 17 maggio 2007 nel distretto di Nahri Saraj, provincia afgana meridionale di Helmand. Insieme con altri quattro talebani incarcerati, il giovane Dadullah era stato scarcerato, in base agli accordi allora intercorsi tra esecutivo afgano ed esecutivo italiano, il giorno successivo al rilascio del reporter italiano Daniele Mastrogiacomo, sequestrato il 5 marzo nel distretto di Helmand e rilasciato dopo 14 giorni. Insieme con il giornalista de “La Repubblica” erano stati sequestrati il suo autista Sayed Agha, sgozzato dai talebani il 16 marzo con l'accusa di essere una spia; e infine il giornalista e interprete afgano Adjmal Nashkbandi, decapitato nel distretto di Garmsir alle ore 15 del 7 aprile 2007, dopo che il governo Karzai si era rifiutato di liberare altri due talebani prigionieri in cambio della vita del giovane reporter locale
G.l.U.