08/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



di Raul Pantaleo. Elèuthera edizioni, 2007
Scritto per noi da
Paolo Lezziero
 
L’autore di questo volume, un “diario di cantiere”, ripercorre l’esperienza come architetto di Emergency, raccontando cosa sia stato progettare e costruire in una natura particolarmente inospitale e in un paese segnato dalla fame e dalla guerra. Operare in condizioni come queste ha infatti richiesto di assumere criteri progettuali innovativi tanto dal punto di vista teorico che pratico. Alla periferia di Kartoum, Emergency costruisce il Centro Salam (pace), l’unico ospedale africano di cardiochirurgia in grado di fornire assistenza gratuita a una popolazione di trecento milioni di persone.   Prima di leggere però le pagine di Raul Pantaleo, architetto e grafico, fondatore dello studio Tamassociati a Venezia, bisogna anche informarsi e informare chi leggerà sugli sforzi compiuti dall’Associazione per arrivare al progetto.

Attenti all'uomo bianco, di Raul Pantaleo, Eleuthera edizioniA farlo è il fondatore, Gino Strada, “doctor Gino”, come viene chiamato sul posto, nella sua prefazione al testo. “Una cattedrale nel deserto” gli veniva obiettato, quando era nata l’idea, ultima di una serie di altre che avevano fatto marciare ospedali in Afganistan e in molte altre parti del mondo. “Ma qui”, obiettò subito Strada, il deserto è pura metafora; l’ospedale sorge di certo in una regione desertica, ma è un deserto popolato da milioni di esseri umani che vivono,a Khartoum, nel resto del Sudan e nei paesi vicini, in condizioni di degrado drammatiche,spesso senza possibilità alcuna di cure mediche.”
Il Centro Salam viene definito cattedrale perché di “assoluta eccellenza”,dove praticare una medicina difficile e complessa, che richiede grande impegno di risorse umane ed economiche: la chirurgia del cuore. “Così”, prosegue Strada, “ si è radicata in noi la convinzione che “ curare “ gli esseri umani non possa essere attività discriminatoria. Non possono esistere, nella medicina, pazienti di prima e di seconda classe, cure per i ricchi e cure per i poveri del mondo. Tutti hanno diritto a cure di alto livello e gratuite, con eguaglianza in dignità e diritti.”
 
Il Governatore di Khatoum, Abdulalim al Muthafi, medico, uomo di grande intelligenza, sceglie una località sul Nilo, Soba, desertificata dalle guerre, “pensando che dopo sei mesi gli sarebbe stata restituita per il fallimento del progetto”.
Invece la tattica che ha fatto funzionare il tutto, il consenso della gente del Sudan, è stato l’invito costante al cantiere. Per farle seguire esteticamente la crescita dei mattoni e per coinvolgerla sempre di più nello spirito del piano di lavoro.
“Il cantiere”, un insieme di persone che si confrontano con un sentire comune di emozioni e difficoltà” conclude Gino Strada, “ha ispirato il diario di Raul Pantaleo, che del Centro è stato molto più che “ l’architetto”.
 
il Centro Salama Khartoum“Tutto comincia a Venezia”, inizia così il diario dell’autore, che si dipana per i quattro anni dei lavori, 2004/5/6/7, con una lettera che lo ritiene “idoneo a partecipare alle missioni umanitarie di Emergency.” E’ il novembre 2003. Le annotazioni dell’architetto, date le condizioni ambientali, sfiorano il tragico e il comico, hanno sempre dentro la forza che ha spinto il gruppo di lavoro a continuare. Dall’idraulico che viene in taxi per riparare un tubo senza attrezzi (per non usare i suoi), al muratore che non fa i muri a squadra, alla solidarietà che scatta senza consultazioni.
All’incontro con le disperazioni e le privazioni esistenziali della popolazione, come quello con la bambina Amarsa, di un anno e mezzo, spaventosamente denutrita, come la maggior parte dei bambini pieni di tante malattie. E poi la prima gettata di cemento, il vivere fra continui scontri tribali.
E finalmente i pilastri di fondazione dell’ospedale nel 2005.
 
“ Il senso del bello”, dice il diario, “ è dare dignità di “luogo” a quello che è soltanto uno spazio funzionale, dargli vita, renderlo ospitale. Anche questo è un diritto, e soprattutto è un segnale di speranza per il futuro.”
Nel 2007, (l’apertura del Centro è nel mese di maggio), “il cantiere è una babele di persone perché ai tecnici edili si è unito il personale ospedaliero: infermieri, chirurghi,cardiologi, tecnici di apparecchi biomedicali, ottanta persone quasi tutti italiani”.
Per capire la modernità dell’impianto,annota lo scrittore, per abbattere per esempio i quaranta gradi di calore all’interno dell’ospedale, è stato fatto uno studio approfondito di tecnologie specifiche di raffrescamento, isolamento e filtrazione, anche con l’uso massiccio del verde, con grandi superfici alberate e piantumazioni lineari a pesce.
E’ stato poi risolto il tema della infiltrazione di sabbia e polveri dell’aria, che viene fatta passare attraverso una sorta di labirinto. L’urto con l’impatto delle pareti permette di sedimentare gran parte della sabbia e delle polveri in essa contenute. Per affrontare i problemi multireligiosi è stato realizzato il padiglione di meditazione e preghiera.
Categoria: Pace, Salute
Luogo: Sudan
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