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Le attività sono sospese. Due
partiti, con centinaia di consiglieri e di parlamentari nelle
istituzioni basche, vengono ghigliottinati così, con una
ordinanza di un giudice istruttore, il famoso Baltasar Garzon, grande
protagonista del procedimenti contro l'indipendentismo basco.
Le colpe dei padri. Il
magistrato spagnolo fonda la sospensione di due partiti, con decine
di migliaia di sostenitori, nell'aver ravvisato nelle azioni di 14
esponenti elementi di reati di collaborazione o appartenenza con
organizzazione armata. Ancora una volta viene applicato un concetto
di difficile argomentazione: la responsabilità penale dei
singoli comporta un provvedimento che va a colpire interessi
collettivi, in questo caso di due formazioni politiche. Era lo stesso
principio in base al quale lo stesso Garzon riuscì a uccidere
un quotidiano come Egin nel luglio del 1998. Accusando tutto il
consiglio di amministrazione della casa editrice, più
direttore e vice direttore. Ma il quotidiano in sé, che cosa
aveva a che vedere con quelle responsabilità personali?
Eppure, dopo un decreto di sequestro, Egin venne fatto agonizzare e
le strutture finirono per marcire.
Nove marzo. Ma il dato
fondamentale è che Anv, che aveva annunciato di voler
concorrere democraticamente al voto per le elezioni legislative
spagnole, non potrà partecipare ai comizi. Garzon è
riuscito addirittura ad anticipare le conclusioni del Tribunal
Supremo, che sta decidendo sulla richiesta del governo e
dell'avvocatura dello stato di mettere fuori legge la stessa Acion
Nacionalista Vasca. Quindi: il Tribunal supremo potrebbe dichiarare
la non legalità della formazione. Ma in ogni caso già
per l'ordinanza di Garzon questa non potrà presentarsi con le
firme in regola per iscriversi alla tornata elettorale.
Il dubbio. Nella raccolta e
nell'analisi delle notizie che giungono quotidianamente sul fronte
basco, rimane un dubbio insistente su quale possa essere la via che
una qualsiasi formazione di sinistra e indipendentista debba
intraprendere per poter partecipare all'esercizio democratico del
voto. Angelo Miotto