08/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Petrobras minaccia la sopravvivenza dei popoli indigeni non contattati del parco Yasuni e il territorio Waorani
Scritto per noi da
Paola Colleoni
 
Nelle ultime settimane le sorti e i destini della nazionalità Waorani si sono intrecciati una volta di più con il volere e il potere della industria del petrolio nell’Amazzonia ecuadoriana.
Stavolta si tratta del gigante brasiliano Petrobras, la cui concessione di una licenza ambientale per lo sfruttamento del blocco 31 non colpisce solo il territorio waorani, ma anche il parco nazionale Yasuni, riserva di biosfera dell’Unesco e area di insediamento di gruppi indigeni non contattati.

Fuori Petrobras dallo YasuniA rischio. Lo scorso 24 ottobre il ministro dell’ambiente Anna Alban ha concesso a Petrobras la licenza ambientale per operare nel blocco 31, in pieno parco Yasuni, dopo che questa era stata sospesa nel giugno del 2005 dal ministero dell'Ambiente (MAE) per irregolarità. Ma, il comportamento della compagnia Petrobras non si è dimostrato in questi ultimi mesi né socialmente né ambientalmente responsabile, come il suo marketing sociale pretenderebbe dipingere.
Fatto ancora più grave, in questa zona dell’Amazzonia, sopravvivono gli ultimi gruppi waorani non contattati in isolamento volontario, i Taromeane-Tagairi. Se Petrobras inizierà le sue operazioni nel bloque 31, in particolare nei pozzi Boya 1, 2 e 3, al limite nord della zona intangibile istituita per la protezione dei Tagaeri-Taromenane, verrà messa in gioco la vita e la sopravvivenza di questi gruppi.

Gasdotto nel mezzo dell'amazzoniaIn profondità. L’ ingerenza di Petrobras nel territorio e nelle dinamiche organizzative waorani è ancor più allarmante, se si tiene conto della storia recente del popolo waorani e degli impatti profondi ed irreversibili che l’industria petrolifera ha provocato sul loro territorio e sulla loro cultura.
Senza l’attività di esplorazione ed estrazione petrolifera di Shell negli anni quaranta e di Texaco negli anni settanta tra i fiumi Napo e Curaray, antico ed inespugnabile dominio dei selvaggi piedi rossi (gli Waorani), i missionari evangelici dell’Istituto Linguistico de Verano, (Linguistic Summer Institute,) non si sarebbero dati l’affanno di cercare il contatto con gli Waorani, riubicarli forzosamente in un piccolissimo protettorato e di civilizzarli. Furono i petrolieri che fornirono ai missionari i mezzi per perseguitare i clan waorani con elicotteri e megafoni, stanarli e costringerli a spostarsi nella riduzione di Tiweno. Il tutto con gli ossequi dello stato ecuadoriano.

WaoraniIl diavolo e l'acqua santa. Mentre i missionari si occupavano delle anime waorani, i buldozer di Texaco penetravano la selva, aprivano in due, come una lunga ferita, il territorio tradizionale waorani attraverso la costruzione della “via Auca” ( che oggi è un inferno lungo 117 km fatto di un miscuglio di miseria e petrolio) e installavano i pozzi del grande boom petrolifero ecuadoriano.
Texaco pioniera, le fecero seguito l’allora Esso-Hispanoil, Arco, Braspetrol, tutte pronte a posizionarsi in un territorio waorani libero, sgomberato dai suoi legittimi abitanti, rinchiusi a dovere per l’opera di redenzione missionaria. Un territorio a dire il vero “quasi liberato”, visto che Braspetrol (attuale Petrobras), lavorando nei sentieri sismici del blocco 17 negli anni 80, fu responsabile di molti incidenti tra i suoi operai e il gruppo waorani non contattato dei Tagaeri. Con tutta probabilità fu una pallottola partita da una canoa di operai petroliferi ad uccidere Taga, il leader del clan Tagaeri.
Quando negli anni ottanta cominciarono ad essere messi in discussione i metodi dell’ILV e questo fu espulso dal paese (1982), gli Waorani iniziarono ad uscire dalla riserva per riprendere gli antichi insediamenti territoriali. Però, l’antica e inespugnabile selva tra il fiume Napo e Curaray era già divisa in vari blocchi di ricerche petrolifere.
Il comportamento di Petrobras costituisce una nuova violenza sulla popolazione waorani e disconosce la legittimità del suo, faticoso, processo organizzativo, cercando apertamente di dividere la nazionalità.
Parole chiave: petrobras, waorani, paola colleoni, ecuador
Categoria: Popoli
Luogo: Ecuador