
L'europarlamentare della Sinistra
europea, Vittorio Agnoletto, in Colombia con la delegazione che sta
negoziando un accordo commerciale con la Comunità andina
(Can), quale rappresentante della commissione dei diritti umani, ha
denunciato in esclusiva a PeaceReporter la situazione colombiana.
Innanzitutto ha criticato la strumentalizzazione che il governo di
Alvaro Uribe ha fatto della marcia del 4 febbraio. Nata on line da
un'iniziativa spontanea di quattro ragazzi, quale segno forte per
richiedere un accordo umanitario, convincendo le parti a mediare, e
“come una marcia di solidarietà verso tutti i sequestrati,
con il passare dei giorni si è trasformata in una
manifestazione unicamente contro le Farc”.
La denuncia. “Ho visto una marcia
che si appoggiava completamente sul governo – spiega il
parlamentare europeo a PeaceReporter - con una campagna mediatica
gigantesca dei giornali e televisioni che nei giorni precedenti non
hanno fatto altro che intervistare membri del governo che spingevano
alla mobilitazione. Un dispendio di energie, in termini pubblicitari
enorme. Il presidente del Polo Democratico Gaviria ci ha detto che
gran parte del finanziamento della manifestazione veniva dalla
multinazionale Sab Miller proprietaria dell’unica fabbrica di birra
Colombiana, Bavaria che sarebbe molto vicina al presidente Uribe”.
Quindi una critica alla mancanza di correttezza dei mezzi di
informazione nazionali, che si sono prestati acriticamente a questo
gioco, senza mai riportare i commenti perplessi dei parlamentari e
sgonfiando la posizione divergente dei familiari, che non hanno
partecipato alla manifestazione, bensì hanno organizzato un
altro evento in una chiesa, dove con varie scuse ai rappresentanti
europei è stato impedito di andare. Agnoletto ha anche
denunciato la reazione del presidente Uribe, messo all'angolo dalla
sua domanda sui sindacalisti uccisi nel 2007: “Abbiamo incontrato
l’agenzia per i diritti umani delle Nazioni unite che ci ha detto
che, anche se sono diminuiti gli omicidi di sindacalisti, nel 2007 ce
ne sono stati almeno 33, ma forse superano i 40 – incalza
l'europarlamentare - Sapute queste notizie, all’incontro con il
presidente, dopo il discorso ufficiale, sono intervenuto per primo e
ho letto questi stessi dati di reati e omicidi contestati allo stato.
C’è stata una reazione molto dura e per me, che non vivo
qui, incomprensibile. In sostanza mi ha detto come potevo parlare di
sindacalisti uccisi dato che erano “solo” 26, essendo gli altri
stati uccisi, secondo lui, non per il loro lavoro, ma per questioni
private”.
Parapolitica. Complessa anche la questione della parapolitica, lo
scandalo che sta scuotendo la maggioranza, compresi tanti uomini
dell'entourage del presidente, compreso suo cugino: “È
scattato in piedi, mi ha indicato, ha perso il controllo. Ha gridato
che lui è stato eletto da solo, senza un partito e che poi una
serie di partiti ha deciso di sostenerlo, ma lui non li conosce e non
chi siano e che storia abbiano, quindi non è responsabile.
Come se non ci fossero tra gli indagati suo cugino e molti uomini a
lui vicini. Il presidente della nostra delegazione, in una conferenza
stampa improvvisata ha detto che questa per noi era una risposta
inaccettabile, ma ovviamente i mezzi di comunicazione colombiani
hanno completamente ignorato il fatto”. Quindi una constatazione
finale: “se la Colombia non rispetterà entro breve la
clausola democratica approvata dall'Ue, che impone il totale rispetto
dei diritti umani, non ci potrà essere nessun accordo
commerciale”.