07/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Alvaro UribeL'europarlamentare della Sinistra europea, Vittorio Agnoletto, in Colombia con la delegazione che sta negoziando un accordo commerciale con la Comunità andina (Can), quale rappresentante della commissione dei diritti umani, ha denunciato in esclusiva a PeaceReporter la situazione colombiana. Innanzitutto ha criticato la strumentalizzazione che il governo di Alvaro Uribe ha fatto della marcia del 4 febbraio. Nata on line da un'iniziativa spontanea di quattro ragazzi, quale segno forte per richiedere un accordo umanitario, convincendo le parti a mediare, e “come una marcia di solidarietà verso tutti i sequestrati, con il passare dei giorni si è trasformata in una manifestazione unicamente contro le Farc”.
 
La denuncia. “Ho visto una marcia che si appoggiava completamente sul governo – spiega il parlamentare europeo a PeaceReporter - con una campagna mediatica gigantesca dei giornali e televisioni che nei giorni precedenti non hanno fatto altro che intervistare membri del governo che spingevano alla mobilitazione. Un dispendio di energie, in termini pubblicitari enorme. Il presidente del Polo Democratico Gaviria ci ha detto che gran parte del finanziamento della manifestazione veniva dalla multinazionale Sab Miller proprietaria dell’unica fabbrica di birra Colombiana, Bavaria che sarebbe molto vicina al presidente Uribe”. Quindi una critica alla mancanza di correttezza dei mezzi di informazione nazionali, che si sono prestati acriticamente a questo gioco, senza mai riportare i commenti perplessi dei parlamentari e sgonfiando la posizione divergente dei familiari, che non hanno partecipato alla manifestazione, bensì hanno organizzato un altro evento in una chiesa, dove con varie scuse ai rappresentanti europei è stato impedito di andare. Agnoletto ha anche denunciato la reazione del presidente Uribe, messo all'angolo dalla sua domanda sui sindacalisti uccisi nel 2007: “Abbiamo incontrato l’agenzia per i diritti umani delle Nazioni unite che ci ha detto che, anche se sono diminuiti gli omicidi di sindacalisti, nel 2007 ce ne sono stati almeno 33, ma forse superano i 40 – incalza l'europarlamentare - Sapute queste notizie, all’incontro con il presidente, dopo il discorso ufficiale, sono intervenuto per primo e ho letto questi stessi dati di reati e omicidi contestati allo stato. C’è stata una reazione molto dura e per me, che non vivo qui, incomprensibile. In sostanza mi ha detto come potevo parlare di sindacalisti uccisi dato che erano “solo” 26, essendo gli altri stati uccisi, secondo lui, non per il loro lavoro, ma per questioni private”.
 
Parapolitica. Complessa anche la questione della parapolitica, lo scandalo che sta scuotendo la maggioranza, compresi tanti uomini dell'entourage del presidente, compreso suo cugino: “È scattato in piedi, mi ha indicato, ha perso il controllo. Ha gridato che lui è stato eletto da solo, senza un partito e che poi una serie di partiti ha deciso di sostenerlo, ma lui non li conosce e non chi siano e che storia abbiano, quindi non è responsabile. Come se non ci fossero tra gli indagati suo cugino e molti uomini a lui vicini. Il presidente della nostra delegazione, in una conferenza stampa improvvisata ha detto che questa per noi era una risposta inaccettabile, ma ovviamente i mezzi di comunicazione colombiani hanno completamente ignorato il fatto”. Quindi una constatazione finale: “se la Colombia non rispetterà entro breve la clausola democratica approvata dall'Ue, che impone il totale rispetto dei diritti umani, non ci potrà essere nessun accordo commerciale”.
 
Nel pomeriggio su Peacereporter la versione integrale dell'intervista raccolta per noi a Bogotá da Simone Bruno. 
Parole chiave: Agnoletto, farc, uribe
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Colombia