Il Parlamento turco, in nottata, ha
approvato la riforma costituzionale che permetterà
l'introduzione del velo islamico nelle università. Il
dibattito è durato più di 13 ore, ma alla fine con 404
sì contro 92 no l'emendamento è passato, come ha
annunciato Nevzat Pakdil, vicepresidente dell'Assemblea.

''Nessuno può essere provato del
suo diritto all'istruzione superiore'' è la frase chiave del
progetto di riforma, che riguarda il velo in quanto, a causa del
divieto, molte donne non frequentavano l'università.
Un secondo round di votazioni è
previsto sabato prossimo per il sì definitivo alle modifiche
costituzionali, fortemente avversate dai laici, che denunciano il
rischio che possa spianare la via all'accesso di donne velate alla
pubblica amministrazione e alle scuole.
Anche il secondo voto non dovrebbe
nascondere sorprese, visto che la Costituzione richiede una
maggioranza qualificata di 367 deputati favorevoli per essere
emendata, ma i partiti fautori della riforma, il filoislamico Akp al
governo e il partito nazionalista Mhp, contano rispettivamente su 340
e 70 parlamentari.
Cade così un bastione del
'laicismo di Stato' imposto dal padre della patria Kemal Ataturk. Il
2 febbraio scorso, proprio di fronte al mausoleo del fondatore della
repubblica turca ad Ankara e in altre 17 città turche, più
di 100mila persone avevano manifestato contro l'abolizione del
divieto, ritenuto il primo passo verso una progressiva islamizzazione
dello Stato.