06/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia di avvocati in piazza a difesa dei giudici e contro Musharraf. mentre anche i generali in pensione lo vorrebbero cacciare
di gianluca Ursini
 
Pervez Musharraf viene definito “un danno per la divisa militare e un danno per il paese” da 200 suoi ex commilitoni, mentre l'associazione degli avvocati riunita nella pubblica piazza di Islamabad ha bruciato una effigie del presidente dittatore, mentre chiedeva di rimpiazzarlo con l'ex presidente della Corte suprema ancora agli arresti, Muhammad Chodri. Erano circa 3000 i membri della associazione liberi avvocati riuniti fuori dell'abitazione dove Chodri si trova confinato ai domiciliari, e la cosa meno violenta che abbiano gridato è stato “Morte a Musharraf”, mentre bruciavano un pupazzetto in divisa militare con la foto del dittatore che ha smesso la carica di generale. Nel centro di Lahore, fuori della villa di Chodri oltre alle migliaia di avvocati si erano radunati anche i seguaci di un partito di opposizione, fondato dall'ex campione di cricket Imran Khan.
 
il fantoccio di musharrafProteste in tutto il paese. Mentre a sud, a Karachi, i manifestanti anti Musharraf erano in 4mila, oltre a diverse centinaia di avvocati riuniti al nord, in Peshawar e a Multan. Il giudice Mohammad Chodri si trova agli arresti domiciliari dal 3 novembre scorso, una settimana prima che altri 27 suoi colleghi seguissero la sua sorte al momento della proclamazione dello stato d'emergenza da parte di Musharraf. Chodri e gli altri giudici deposti stavano per depositare una sentenza nella quale stabilivano come la Costituzione non consentisse a un generale (quale era allora il dittatore Musharraf) di concorrere per la terza volta per la poltrona presidenziale. A questo proposito, mentre montavano le proteste, una associazione di circa 200 militari in pensione, perlopiù generali, chiedeva al presidente dittatore di farsi da parte e lasciare il governo del Paese allo stesso Chodri, perché assicurasse per le prossime elezioni del giorno 18 un clima “democratico e stabile”.
 
l avvocato capo dei cassazionisti pachistani A. KhanElezioni libere e giuste” E' quanto ha chiesto a nome dell'associazione degli ex militari il presidente, generale e capo di Stato dell'aviazione Asghar Khan; “Non possiamo riconoscere nessun procedimento elettorale sotto l'attuale governo” è stata la conclusione di Khan. A presiedere una commissione elettorale giusta e imparziale i generali vorrebbero Rana Bagwandas, ex collega di Chodri alla corte suprema- PeaceReporter lo ha risentito a una settimana dall'ultimo colloquio, e il giudice ha denunciato intimidazioni- “La polizia di Karachi giovedì scorso mi ha tenuto virtualmente sotto sequestro all'aeroporto – chiarisce Bagwandas dal suo cellulare mentre si trova in casa a Karachi – non appena hanno sentito che ero atteso ad Islamabad (capitale pachistana) per un discorso pubblico, mi hanno trattenuto con mille scuse finché non è tornato , tutto trafelato, il loro ufficiale. “Lei non può lasciare Karachi” è tutto quel che mi è stato detto. Credo che questo voglia dire una cosa: il governo è estremamente debole; i militari ne sono consapevoli e provano a tirare la corda”.
 
la manifestazioni degli avvocati a IslamabadMusharraf ostacolo alla democrazia Già venerdì scorso era giunta una durissima denuncia a Musharraf da parte di una divisa ufficiale: il generale Mirza Aslam Beg, ex capo di Stato maggiore dall'88 al '91, aveva detto come “l'immagine dell'esercito è stata rovinata da Musharraf: dovremmo unire le forze di tutti gli ufficiali dell'esercito in pensione per rafforzare la democrazia, rimuovendo l'unico ostacolo che abbiamo al momento in Pakistan: P. Musharraf”. Intanto si fa strada una possibile strategia della tensione, con una bomba che ha fatto tre feriti fuori da un tribunale dove si stava giudicando un caso di terrorismo a Quetta, città di frontiera con l'Afghanistan dove si dice trovino rifugio parecchi capi talebani fuorisciti.

Gianluca Ursini

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