05/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



In un comunicato emesso oggi, i ribelli ciadiani, che sabato scorso avevano attaccato la capitale N'Djamena, hanno accettato “in principio” l'idea di una tregua con l'esercito, ma ponendo come condizione le dimissioni del presidente, Idriss Deby.

Una vittima degli scontri a N'DjamenaLa proposta di un cessate-il-fuoco, avanzata ieri dalla comunità internazionale, era stata accettata stamane dai ribelli a séguito di forti pressioni diplomatiche. Ma la richiesta delle dimissioni di Deby, non intenzionato a concederle, di fatto blocca la trattativa, aumentando il rischio di una ripresa degli scontri. Oggi, nessun combattimento di registra nella capitale. I ribelli, stanziati a una trentina di chilometri, sarebbero stati bombardati ieri dalle forze dell'esercito. Al momento la Francia, alleata del presidente, ha negato qualsiasi coinvolgimento militare nella crisi, ma ha annunciato che potrebbe intervenire se i ribelli continuassero a minacciare la capitale. Secondo le agenzie umanitarie, i combattimenti del weekend hanno provocato decine di morti e centinaia di feriti, costringendo almeno 15.000 persone a fuggire dalla capitale.
Parole chiave: ciad, ribelli, n'djamena, deby, francia
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Ciad