05/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Striscioni di protesta contro le farcCentinaia di migliaia di colombiani sono scesi ieri nelle strade di molte città del paese e all'estero per protestare contro le Forze armate rivoluzionare della Colombia. Sventolando bandiere e indossando magliette con la scritta: "Non più sequestri, non più bugie, non più morti, non più Farc", i manifestanti hanno percorso le vie della capitale, ma anche di Cali e di un centinaio di città nel mondo. A parlare alla gente il presidente colombiano Alvaro Uribe, che ha scelto la città nordestina Valledupar: "Ai nostri concittadini che vivono altrove e che oggi si sono uniti con il resto dei loro compatrioti, noi rivolgiamo la nostra gratitudine". Bogotà ha scelto anche altri slogan per dire basta: "Non più Farc, non vogliamo più le Farc, i giovani devono dire no alle Farc e dire loro di fermare le violenze", ha gridato uno studente Jaime Martinez, interpellato da un reporter della Bbc. Clara Rojas, l'ostaggio liberato a inizi gennaio dalle Farc ha commentato: "Spero che le Farc stiano ascoltando".
 
Il dissenso. Una protesta che è stata lanciata circa un mese fa da un ingegnere 33enne di Barranquilla, Oscar Morales, che ha scelto di farlo attraverso Facebook, la rete di chat su internet fra le più diffuse del paese. In poco tempo, più di 250mila utenti di Facebook hanno aderito e quindi la mobilitazione è stata amplificata dai giornali, dalle radio e dalle Tv di tutto il paese. Molta gente, inclusi i parenti dei sequestrati ancora in mano alle Farc si sono opposti. Il timore è che le Farc si sentano provocate da una manifestazione simile. "Forse questa marcia non porterà beneficio né allo scambio umanitario, né alla pace", ha precisato Yolanda Betancourt, la madre di Ingrid Betancourt, la franco-colombiana ex candidata alla presidenza della repubblica, rapita nel febbraio del 2005. Intanto, le Farc domenica hanno annunciato la liberazione di Luis Eladio Perez, Gloria Polanco e Orlando Beltran, presi sei anni fa e adesso in pessime condizioni di salute. Un annuncio rivolto al presidente venezuelano Hugo Chavez, che le Farc considerano unico mediatore.
 

Stella Spinelli

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità