02/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Il presidente Deby asserragliato nel palazzo presidenziale
La capitale del Ciad è ormai nella mani dei ribelli dopo circa tre ore di combattimenti. Lo hanno reso noto fonti militari precisando che il presidente Idriss Deby è asserragliato nella sede della presidenza.

I ribelli, secondo quanto raccontato dalla radio francese Rfi, sono arrivati alla periferia di N'djamena dopo qualche giorno di marcia verso la capitale a bordo di circa 300 veicoli e sarebbero circa 2mila. I gruppi di insorti sono stati avvistati nelle zone a est e a sud di N'djamena, dove sono stati dispiegati centinaia di soldati governativi. Il capo di una delle tre principali formazioni di ribelli, Timan Erdimi, avrebbe chiesto al presidente Idriss Deby di avviare negoziati sulla divisione di poteri, altrimenti sarebbe stata guerra aperta.
La mediazione, evidentemente, non è avvenuta.
In questo momento forze governative e ribelli si combattono vicino alla presidenza della repubblica, secondo quanto riferito da fonti militari. La notizia è confermata da servizi di sicurezza degli organismi internazionali che lavorano in Ciad. Il presidente Idriss Deby, che ieri era al fronte, sembra poi rientrato a N'Djamena quando è apparso chiaro che le forze regolari non riuscivano a bloccare l'avanzata dei ribelli.Deby è al potere dal 1990, da quando ha rovesciato con un colpo di stato Hissene Habrè.
 
Un portavoce dei ribelli ha detto che combattimenti sono in corso alla periferia nord della città ed ha affermato che le forze fedeli al presidente Idriss Deby sono in rotta ''cadrà entro oggi'', ha aggiunto. ''Siamo veramente preoccupati per la situazione oggi in Ciad'', ha dichiarato da Addis Abeba, dove è in corso il vetice dell'Unione Africana, Jean Ping, il nuovo presidente della commissione Ua. Ping ha aggiunto che non verranno accettati ''cambiamenti di governo anticostituzionali''. Intanto le ambasciate di Francia e Usa a N'Djamena preparano l'evacuazione dei rispettivi connazionali. L'ambasciata francese ha dato istruzione ai concittadini di radunarsi in tre punti della città mentre per gli americani il punto di raccolta è la loro sede diplomatica. Anche il ministero degli Esteri italiano si prepara a evacuare venti connazionali.
''La situazione è sotto controllo, anche se si combatte in città'', ha dichiarato dal vertice dell'Unione africana a Addis Abeba il ministro degli Esteri del Ciad Allam-Mi. L'Ue, intanto, ha incaricato il presidente libico Gheddafi il mandato per trovare una soluzione pacifica. In Ciad si trovano 150 soldati francesi, ma il mandato dell'Eliseo, per il momento, è di non muoversi dalla base militare. 
 
Da Berlino, un portavoce del Fronte popolare del Ciad (Fpch), Al Amin Doudou, ha detto ad al-Jazeera che i ribelli ''combatteranno strada per strada, casa per casa, per liberare il Ciad dall'incubo del regime di Idriss Deby''. Gli insorti sono arrivati a Ndjamena all'indomani della conquista della città di Messaguet, una cinquantina di chilometri dalla capitale. ''Siamo realmente e profondamente preoccupati per la situazione in Ciad'', ha detto il nuovo presidente di turno dell'Unione Africana, Jean Ping, ministro degli Esteri del Gabon, a conclusione del summit ad Addis Abeba. In questa situazione, la Francia ha dispiegato a Ndjamena 150 soldati, provenienti dalla base di Libreville, nel Gabon, per proteggere le operazioni di evacuazione del Paese dei circa duemila connazionali che vivono nell'ex colonia.

red

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