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I fatti. La polizia l'aveva promesso: caccia aperta ai banditi che hanno seminato terrore
e morte nei villaggi intorno alla capitale Georgetown e che hanno causato la morte
di uomini, donne e bambini.
Sotto, sotto. Qualunque sia la causa di tanta violenza e ferocia, sono in molti ad essere
convinti che dietro queste spietate azioni possa nascondersi una sorta di crisi
etnica. La Guyana, poco meno di 800 mila abitanti, stretta fra il grande e potente
Venezuela, Brasile, la Guyana Francese e il Suriname, potrebbe ritrovarsi ben
presto davanti ad una situazione di emergenza etnica. I due gruppi che l'abitano,
quello di ceppo indiano e quello di ceppo africano, potrebbero rapidamente destabilizzare
la calma apparente che regna nel Paese. I morti ammazzati del villaggio di Lusignan,
infatti, appartenevano alla comunità di origine indiana (il 52 percento della
popolazione), mentre il presunto autore del crimine è di origini africane. La
polizia ricorda a tutti che sulla testa di Rondell Rawlins pende una taglia di
150 mila dollari Usa. E non è bastata la giornata di lutto nazionale proclamata
dal presidente Jagdeo a far calmare la popolazione che ha avanzato al presidente
con richieste precise per riportare la sicurezza nel Paese.Alessandro Grandi
Parole chiave: Alessandro grandi, pace, guerra peacereporter