03/02/2008versione stampabilestampainvia paginainvia



Guyana, lo scontro etnico sullo sfonde delle violenze delle ultime settimane
  
Sembra non avere fine l'emergenza per la violenza che ha travolto la Guyana nelle ultime settimane.

I fatti. La polizia l'aveva promesso: caccia aperta ai banditi che hanno seminato terrore e morte nei villaggi intorno alla capitale Georgetown e che hanno causato la morte di uomini, donne e bambini.
Detto e fatto. Con l'operazione di polizia denominata “Restor Order” (ristabilire l'ordine) la polizia ha scovato e, dopo una violenta sparatoria, ucciso due criminali armati di fucili mitragliatori AK-47, che si nascondevano nel villaggio di Buxton, nei pressi di Lusignan, luogo della strage di sabato.
Secondo quanto emerso dalle prime indagini, i due malviventi potrebbero appartenere alla gang criminale capeggiata da Rondell Rawlins, spietato ex agente convertito al crimine, attualmente a piede libero e comunque accusato anche dell'omicidio dell'ex ministro dell'Agricoltura, Satyadeo Sawh, avvenuto nel 2006.
L'operazione di polizia è stata condotta quando migliaia di persone, tutte di origine indiana, stavano partecipando ai funerali delle vittime dell'ultimo attacco nel villaggio di Lusignan. Durante la cerimonia sono stati bruciati i cadaveri delle vittime come prevede il rito indiano.

Il super ricercato Sotto, sotto. Qualunque sia la causa di tanta violenza e ferocia, sono in molti ad essere convinti che dietro queste spietate azioni possa nascondersi una sorta di crisi etnica. La Guyana, poco meno di 800 mila abitanti, stretta fra il grande e potente Venezuela, Brasile, la Guyana Francese e il Suriname, potrebbe ritrovarsi ben presto davanti ad una situazione di emergenza etnica. I due gruppi che l'abitano, quello di ceppo indiano e quello di ceppo africano, potrebbero rapidamente destabilizzare la calma apparente che regna nel Paese. I morti ammazzati del villaggio di Lusignan, infatti, appartenevano alla comunità di origine indiana (il 52 percento della popolazione), mentre il presunto autore del crimine è di origini africane. La polizia ricorda a tutti che sulla testa di Rondell Rawlins pende una taglia di 150 mila dollari Usa. E non è bastata la giornata di lutto nazionale proclamata dal presidente Jagdeo a far calmare la popolazione che ha avanzato al presidente con richieste precise per riportare la sicurezza nel Paese.

Alessandro Grandi

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