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Il quotidiano Suddeutsche Zeitung ha rivelato ieri che intorno al 22, 23 gennaio il ministro della Difesa tedesco
Franz Josef Jung ha ricevuto una lettera “insolitamente dura” da parte del segretario
alla Difesa Usa Robert Gates, in cui si chiedeva alla Germania di inviare truppe
da combattimento in Afghanistan: richiesta a cui Jung ha immediatamente risposto,
negativamente, con una lettera “altrettanto diretta e dura”. Oggi il ministro
degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier ha spiegato che il capo del Pentagono ha inviato la stessa perentoria richiesta “a ogni
Stato che ha truppe in Afghanistan”. Quindi, anche il nostro ministro della Difesa,
Arturo Parisi, ha ricevuto la missiva di Gates. Ma la reazione italiana, contrariamente
a quella tedesca, è stata un immediato “signorsì”, con l’offerta – non proprio
spontanea – di inviare almeno due compagnie di truppe da combattimento.
Khalilzad al posto di Karzai? La strategia del surge, dell’incremento di truppe, perseguita da Washingotn e dalla Nato in vista dell’offensiva
talebana di primavera ha suscitato commenti negativi anche nello stesso presidente
afgano Hamid Karzai, che l’altro ieri in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt, aveva detto di “non essere certo che la soluzione sia quella di dispiegare
più truppe”.
Ucciso n.3 di Al Qaeda in Waziristan. Intanto oggi, “fonti anonime” della Difesa Usa hanno confermato che l’attacco missilistico che lunedì notte ha colpito un villaggio nel Nord Waziristan pachistano è stato
sferrato da un aereo radiocomandato statunitense Predator e che tra le vittime
– due bambini, due donne, sette jihadisti arabi e sei uzbechi – ci sarebbe anche
Abu Laith al-Libi, considerato dalla Cia il link tra Al Qaeda e i talebani afgani
e il terzo uomo nella gerarchia qaedista dopo Osama bin Laden e Ayman Al Zawahiri.
Abu Laith ‘il Libico’, sulla cui testa c’era una taglia di 200mila dollari, fu
colui che nel 2002 annunciò al mondo che Osama bin Laden era sopravvissuto ai
bombardamenti Usa sulle montagne di Tora Bora ed è ritenuto l’ispiratore dell’attentato
del febbraio 2007 contro il vicepresidente Usa Dick Cheney durante la sua visita
in Afghanistan. Enrico Piovesana